Addio ai vecchi controlli fiscali

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I controlli dell’agenzia delle entrate cambiano pelle, in cantina redditometri, accertamenti da studi di settore/isa, e indagini finanziarie. Il numero di accertamenti sintetici (noti anche come redditometro) negli ultimi anni è andato sempre più in diminuzione con soli 322 atti emessi; in drastico calo anche le indagini finanziarie con solo 2458 soggetti controllati e stessa sorte anche per l’attività di verifica derivante dall’applicazione degli studi di settore e gli isa con soli 216 accertamenti eseguiti.Nuova linfa è però attesa dall’utilizzo dell’applicativo Ve.R.A. (si veda ItaliaOggi del 23/6/2022), strumento capace di incrociare le informazioni comunicate dagli operatori finanziari all’Archivio dei rapporti finanziari e degli altri elementi presenti in Anagrafe tributaria che dovrebbe consentire all’agenzia di indirizzare l’ordinaria attività di controllo nei confronti delle posizioni a più elevato rischio di evasione ridando potenzialmente vigore anche agli accertamenti sintetici.Questi sono i numeri resi disponibili dall’agenzia delle entrate ed evidenziati dalla Corte dei Conti nel relazione sul rendiconto generale dello Stato 2021 in merito all’attività di accertamento effettuata tramite gli strumenti citati.Dall’analisi dei dati risulta evidente la scelta dell’agenzia delle entrate di non concentrare tempo e risorse in determinate arrivata di controllo.L’accertamento sintetico, disciplinato dall’articolo 38 del dpr. 600/73 che permette la ricostruzione del reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese da questi effettuate nel corso del periodo d’imposta, è infatti strumento in abbandono con atti emessi che passano dai circa 2-3 mila del 2017/2018 ai soli 322 del 2021.In pesante calo anche l’utilizzo delle indagini finanziare che vedevano, nel 2010, ben oltre 11mila soggetti controllati, ridotti, ora, a poco meno di 2500, con 1691 accertamenti prodotti, ed una maggior imposta accertata di 119 mln di euro.In contrazione, sotto tutti gli aspetti, anche la performance di studi di settore e isa.Il numero di soggetti che hanno dichiarato maggiori componenti positivi, per migliorare il profilo di affidabilità, è passato dai 210.449 del 2019 ai 109.025 del 2020.In diminuzione costante anche il numero di accertamenti eseguiti, passato dagli oltre 2500 del 2017, ai soli 216 del 2021 ed una maggiore imposta accertata anch’essa in costante remissione che passa dai 26 milioni del 2017 ai soli 4 del 2021. La Corte nel documento sottolinea come l’attività dell’agenzia delle entrate negli ultimi abbia puntato principalmente alla compliance piuttosto che concentrarsi sui strumenti mai enormemente performanti ed in fase di abbandono (redditometro in primis).La compliance è strumento in grande ascesa che permette ai contribuenti la possibilità di regolarizzare in autonomia la propria posizione fiscale, attraverso il ravvedimento operoso, e, al contempo, aumenta la velocità degli incassi per l’erario e snellisce la gestione dell’attività di controllo, di fatto demandata ai contribuenti stessi.Grandi aspettative sono rivolte all’utilizzo del nuovo applicativo di verifica dei rapporti finanziari (Ve.R.A) non espressamente citato nel rendiconto ma indirettamente richiamato in riferimento alla possibilità, prevista dai commi da 681 a 686 dell’art. 1 della l. n. 160/2019, di un più ampio utilizzo delle banche dati per il contrasto dell’evasione fiscale e dell’impiego su ampia scala proprio dell’archivio dei rapporti finanziari per “far emergere posizioni da sottoporre a controllo e incentivare l’adempimento spontaneo”

fonte Italia Oggi