CGIL, CISL e UIL Lombardia alla Moratti: “attendiamo fatti concreti e non parole”

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L’andamento infortunistico in Lombardia, come a livello nazionale, non accenna a diminuire e dopo una parziale decelerazione in corso di pandemia, compensata da infortuni associati dal Covid, ha ripreso il trend già in atto dal 2017 di crescita degli infortuni mortali in occasione di lavoro, a fronte del progressivo e speculare rallentamento dell’attività ispettiva e del numero di imprese controllate. Questo peggioramento in Lombardia ha precise responsabilità nella gestione aziendale della sicurezza e della prevenzione, specie in alcuni ambiti produttivi, ma è anche la conseguenza del mancato rafforzamento del sistema pubblico dei controlli e della inadeguatezza delle politiche pubbliche in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Nell’ambito della riunione odierna convocata alla presenza dell’Assessore al welfare Letizia Moratti, auspichiamo che Regione Lombardia dia finalmente seguito agli impegni assunti e riscontro alle richieste di revisione complessiva del sistema di prevenzione avanzate da tempo dalle scriventi Organizzazioni Sindacali.

Nella scorsa settimana, a fronte di oltre 90 morti sul lavoro in Lombardia da inizio anno certificati da Inail, sono stati cinque gli infortuni mortali nella nostra regione, dodici da inizio mese. E’ di ieri la notizia dell’ennesimo, grave infortunio occorso ad un operaio nella provincia di Brescia.

Non è tempo di impegni ma di atti concreti e urgenti: la vita delle persone deve essere tutelata, il lavoro deve essere un luogo sicuro per tutti

 

CGIL CISL UIL
Massimo Balzarini Ugo Duci Eloisa Dacquino