COVID. ALLEVI (MONZA): PER USCA NO MEDICI, CON SALA ROUND A BREVE “IO E IL SINDACO DI MILANO TIREREMO LE SOMME TRA 15 GIORNI”

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Milano – “Le Usca andrebbero sicuramente potenziate, ma ciò che ci dice Regione Lombardia è che si fa fatica a trovare i medici”. Sentito dalla “Dire”, il sindaco di Monza Dario Allevi fa il punto sulle Unita’ Speciali di Continuita’ Assistenziale (Usca), dopo le critiche arrivate in mattinata dal M5S, che attaccava la Regione per non averle implementate e aver scartato la possibilità di trasformarle in veri e propri ambulatori. “Rispetto al fabbisogno che abbiamo oggi, questo e’ un grosso ostacolo – continua Allevi – noi vorremmo far rifiatare i medici e gli infermieri ma quando si indicono i concorsi per centinaia di posti partecipano solo venti persone”.
Al momento “la Regione sta pensando di ampliare la richiesta non solo ai medici ma anche agli specializzandi universitari, come fatto a marzo”, precisa il sindaco. Anche perche’ “le visite a domicilio aumentano e cresceranno nei prossimi giorni”. In consiglio comunale intanto “ho ribadito l’importanza di velocizzare la riapertura di tutti i servizi di assistenza che avevano funzionato durante il lockdown, per gli anziani e per le persone a rischio”. La speranza ovviamente è quella di dover evitare restrizioni drastiche: “Lockdown? È una parola che non voglio nemmeno nominare. Il Paese ha bisogno di rialzarsi”, sottolinea Allevi.

Allevi e il suo omologo milanese Beppe Sala sono sicuramente i sindaci che hanno piu’ problemi da risolvere, a giudicare dall’andamento epidemiologico: “Ci siamo detti di mantenere la calma e vedere tra 10-15 giorni quali saranno i risultati dell’ordinanza regionale e del Dpcm del governo. Poi tireremo le somme. La preoccupazione c’è: in città si ricominciano a sentire le ambulanze ma spero che non ci sarà il bisogno di chiedere un ulteriore sacrificio agli italiani. Sarebbe pericoloso per tutto il sistema paese”.
Intanto però le scelte dell’esecutivo stanno portando a varie manifestazioni di protesta, soprattutto tra i ristoratori: “Hanno investito su gel, misurazione della temperatura, plexiglas. I coperti sono stati ridotti. Lasciarli chiusi in primavera, farli riaprire, per poi dirgli di abbassare le serrande di nuovo… E’ una categoria troppo penalizzata rispetto a altre che invece continuano a operare”, conclude.
Fonte – Agenzia DIRE