DENTRO “ANOMALIA OSSELFIR”, ESTRATTO DEL RACCONTO FANTA-HORROR IN ESCLUSIVA

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FRANS ROSSI anomalia osselfir racconto horror
La copertina del nuovo racconto Fanta-horror "Anomalia Osselfir" di Frans Rossi
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Estratto del racconto in esclusiva alla fine dell’articolo.

“La cometa di Osselfir tagliava il cielo, al centro del firmamento notturno, dominante. Quella notte a mia madre si ruppero le acque. Quella notte nacqui io, due volte.”

Tra tutti io, proprio io… porco demogorgone!

Nasco a Venezia il 26 maggio del 1997, le suore in quel momento recitavano con rigore l’Ave Maria… io urlai. Tuttavia, non credo di essere l’anticristo per questo, tutti i bambini piangono fastidiosamente quando vengono al mondo. Sottolineo FASTIDIOSAMENTE.

Ero un bel bimbo biondo con gli occhi azzurri, dal carattere solare e creativo, tutto nella norma, più che nella norma… ah, no, dimenticavo, nasco con una gamba in meno. La menomazione congenita che si affezionò al mio corpicino si chiama “Ipoplasia femorale”, presto compresi che non sarei mai diventato un calciatore di serie A, manco di serie B o C se è per quello. Ero diverso, oggettivamente diverso… dovevo trovare un modo per esprimermi che non prevedesse per forza un’energica corsa dietro ad un pallone. 

Non ricordo il momento esatto in cui incontrai l’arte per la prima volta… forse nello studio di mio nonno in garage, dove lui dipingeva. Oppure… la trovai nei chiaroscuri notturni della mia cameretta, laddove la mia fantasia si divertiva a materializzare una realtà differente, nella quale io ero il protagonista, l’eroe, non il reietto, non l’oggetto delle burle altrui. [skippiamo l’intera stagione della mia adolescenza in cui mi trasformo in un mostro multiversale] Soffrivo, ero diventato il mio nemico numero uno, un villain col potere della creatività psicotica. 

Trovai la mia dimensione nei versi, nella poesia, nella musica, nelle storie fantasy che più fantasy non si può. 

Credo che inconsciamente io abbia sempre cercato una spiegazione alla mia menomazione e alle mie crisi fuori dallo spaziotempo, durante le quali mi sentivo svolazzare tra le nubi, paladino di battaglie contro gli efferati signori delle nuvole, durante le quali probabilmente me ne stavo steso sul pavimento in ammollo nella mia pipì. 

‘Come può essersi formata in questo modo la mia gamba destra? Perché tra tutti proprio io? Perché sono sul pavimento? Perché ho i pantaloni bagnati? Ah…’. La scrittura mi ha permesso di esorcizzare dolori con radici profonde, trasfigurare i miei quesiti e supposizioni in autentiche verità; il surreale diventa visione chiara e potentissima. ‘E se la causa di questa mia anomalia fisica e delle mie assurde percezioni mentali si celasse in un mistero quantico?’.

NASCE “ANOMALIA OSSELFIR”

anomalia osselfir fantascienza horror FRANS ROSSI racconto KindleHo scritto un racconto a sostegno della mia tesi super mega iper quantistica. A seguito di una breve sinossi, che copierò e incollerò per introdurvi – quasi inutilmente – il Fanta-horror “Anomalia Osselfir” , vi regalerò un estratto in esclusiva.

Clicca per leggere l’intero racconto.

Una particolare cometa taglia la volta celeste ogni vent’anni.

Sul pianeta, in concomitanza con l’apparizione dell’astro, si verificano anomalie alle quali la scienza non riesce a trovare spiegazione.

Quale oscura forza si cela dietro le insolite moltiplicazioni istantanee della flora e della fauna, i parti gemellari imprevisti, le sparizioni su vasta scala e le morti per duplicazione scheletrica?

Anomalie cosmiche, Entanglement quantistici, dimensioni parallele, anelli temporali… sei sicuro di appartenere a questo universo?

ESTRATTO IN ESCLUSIVA

Le vacche pascolavano sul freddo terreno del fattore Ben Vogt, la bella stagione si era portata via il verde, l’inverno assopiva la Svizzera. Gli zoccoli delle bestie raschiavano nel fango innevato, le labbra bavose buscavano qualche raro filo d’erba che glaciale strideva tra i gialli denti bovini. 

Vogt fu il primo ad avvistare la cometa nel cielo, e per primo si accorse dell’anomalia.

Il fattore se ne stava lì, aggrappato forte alla forca in un antro del fienile, con il medesimo vigore le sue labbra stringevano una Pall Mall rossa, bruciata sino al filtro. D’un tratto una delle vacche liberò uno straziante muggito, seguito da un frenetico impeto di preda; l’animale prese la fuga, il campanaccio suonò in testa ogni tempo del suo galoppo, echeggiando fastidiosamente lungo l’addiaccio rorido.

«Stai buona Hilde!» bofonchiò Ben Vogt seccato, la brace della sigaretta gli si spense in uno zufolio nell’ispida barba bianca.

Poco dopo altre vacche muggirono e presero a correre confuse tra la neve; il suono dei campanacci si moltiplicò, si moltiplicò ancora… sino a fondersi con la sua stessa eco, sino all’assordante accordo di un inesausto lamento metallico.

Il vecchio fattore lanciò il forcone nella biada e si diresse torvo verso le bestie impazzite. «Insomma bastarde, che diamine vi prende?» gridò ai bovini nel nevischio; gli stivali di gomma affondarono nel fango, una beffarda espressione di stupore lasciò cadere dalle labbra crepate il filtro della Pall Mall. 

Sul freddo terreno svizzero del fattore Ben Vogt, contro qualsivoglia legge biologica, il numero delle vacche crebbe dieci volte tanto nel giro di qualche minuto. I campanacci echeggiarono per chilometri nell’inverno, ad accompagnare infiniti muggiti strazianti. Aldilà delle nuvole una gigantesca cometa rossa strisciava le sue due code, tagliando la volta del cielo. 

L’avvistamento del fattore – e la bizzarra moltiplicazione delle vacche – fece notizia, divenne storia.

L’osservatorio di Osselfir presto acquisì delle immagini nitide della cometa. Nessun telescopio sul pianeta aveva scorto quel corpo celeste prima di allora, per lo stupore di tutta la comunità scientifica. La cometa di Osselfir sembrò a tutti gli effetti apparire dal nulla nei pressi dell’orbita terrestre. 

Di lì a poco le anomalie aumentarono in corrispondenza al periodo in cui la cometa fu visibile ad occhio nudo in ambo gli emisferi; per dodici giorni, il termine strano divenne paradossalmente di uso comune.

Malgrado i continui bizzarri avvenimenti concomitanti, nulla provò la diretta connessione tra le anomalie e la cometa di Osselfir; nonostante ciò, il mondo scivolò nel panico.

L’inevitabile psicosi di massa scatenò nei popoli gli istinti più macabri, più reconditi, quelli dapprima ben sepolti sotto il solido strato morale che pretende la civiltà moderna. L’eruzione di tali inclinazioni malate generò un palese ed esponenziale aumento del disturbo bipolare e della schizofrenia nella popolazione mondiale. Il riscontro su vasta scala dell’incremento di tali malattie mentali, diffuso dai mass media, diede origine ad elaborate paranoie tra i pensieri dei pochi rimasti sani… sani almeno fino a quel preciso momento. Tuttavia, le anomalie non si verificarono solo sul piano neurologico e psicologico. Come per il fattore Ben Vogt, come per la sua mandria, sulla superficie dell’intero pianeta accaddero fatti inspiegabili scientificamente nella loro totalità. […] continua a leggere…

ESTRATTO “Anomalia Osselfir” – Frans Rossi
Racconto n.3 – Una moneta una vita

FRANS ROSSI autore scrittore
MEZZANOTTE NERD
Scritto da una delle personalità di Frans Rossi.