I lavoratori e gli Anziani delle RSA meritano rispetto

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La UIL Milano Lombardia insieme alla categorie della FPL Lombardia e UIL Pensionati Lombardia, esprime forte indignazione in merito ad alcune delle proposte e richieste formulate dall’Associazione ARLEA, che raggruppa e rappresenta gli erogatori socio sanitari in Lombardia, attraverso un  comunicato stampa, per attenuare gli effetti del costo energia sulle RSA (residenze sanitarie per anziani) e per colmare la carenza di personale sanitario che non si trova sul mercato del lavoro o meglio, a nostro avviso, preferisce andare a lavorare in strutture sanitarie dove gli viene riconosciuto un salario più dignitoso.

Nello specifico sono inaccettabili le richieste relative:

  1. “ Una deroga temporanea rispetto alle figure professionali stante l’impossibilità a reperirne sul mercato del lavoro o comunque l’introduzione di deterrenti volti a limitare l’esodo verso le strutture per acuti in particolare pubbliche”;
  2. “Una contrattazione che adegui i livelli remunerativi di settore livellando i trattamenti tabellari per ridurre l’esodo determinato dagli aspetti meramente economici evitando di innescare una “competizione di mercato” esclusivamente sulla forza lavoro stante che si parla di servizi normati da LEA, LIVEAS, LEPS”

Che cosa significa derogare alle figure professionali? Sostituire un Infermiere con un Operatore Socio Sanitario?

Ricordiamo che le due figure hanno competenze differenti derivanti da un percorso formativo proprio e che ognuna di loro lavora in sinergia con l’altra per garantire il miglior servizio e assistenziale all’utenza. Il personale delle RSA è già da tempo sottoposto ad un carico di lavoro insostenibile ed è per questo che appena intravede la possibilità di avere un posto di lavoro migliore scappa da queste realtà. Già solo questo dovrebbe far capire che la proposta avanzata da ARLEA renderebbe ancora meno appetibile un posto di lavoro nelle RSA, senza poi considerare se si dovessero livellare al ribasso i contratti collettivi nazionali oggi applicati. A nostro avviso sarebbe utile un contratto di settore che innalzi il salario e le tutele, magari prendendo come riferimento quello della Sanità Pubblica.

La conseguenza immediata di queste assurde richieste sarebbe quindi un ulteriore fuga del personale dalle Case di Riposo, peggiorando la qualità dei servizi offerti agli ospiti anziani e alle loro famiglie: l’inadeguatezza delle strutture, dei trattamenti, dell’assistenza, i costi insostenibili sono già stati tutti rivendicati dal Sindacato dei pensionati attraverso la raccolta di 26.000 firme di cittadini presentate in Regione a sostegno della vertenza sulle Case di Riposo, e rimaste inascoltate!

Anche Noi siamo preoccupati delle ricadute negative del caro energia, che pesano notevolmente sulle famiglie e sui lavoratori e riteniamo che non possano gravare su questi soggetti ulteriori costi, come quello di un incremento delle rette nelle RSA, che generalmente vanno dai 2.500 ai 3.200 euro al mese.

La nostra Organizzazione ha a cuore il problema e insieme alle altre organizzazioni sindacali sta affrontando la questione a livello nazionale, proponendo soluzioni. Ribadiamo che siamo disponibili ad affrontare a livello regionale soluzioni condivise ma che rispettino la dignità della persona, sia essa lavoratore sia essa utente, soprattutto quando “l’utente” è un anziano fragile, spesso non autosufficiente: la componente più debole della popolazione!

Alla Regione Lombardia chiediamo l’attivazione di un tavolo tematico nel quale affrontare le criticità.