Il fenomeno delle Baby gang nelle città italiane: “La musica e il calcio possono essere la salvezza per i giovani”, racconta Michele Michelazzo, presidente della Nazionale Hip Hop

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Abbandono scolastico, situazioni famigliari difficili, cattiva integrazione e noia: ecco le micce che fanno esplodere la criminalità tra i giovani. La Nazionale Hip Hop, però, ha la soluzione: ascoltare e coinvolgere i giovani in qualcosa che li faccia sentire protagonisti.

È allarme Baby gang nelle principali città italiane: giovani senza una direzione, troppo spesso affascinati dal ruolo del cattivo, che trovano il proprio posto nel mondo in organizzazioni criminali capeggiate da loro coetanei. Sono adolescenti, praticamente bambini, che giocano a fare i grandi, a fare soprattutto gli errori degli adulti. Si muovono in branco, sentendosi più forti e protetti nel fare “bravate” in gruppo, compiono reati minori come piccoli furti e spesso sono coinvolti nello spaccio di droga. L’estetica a cui fanno riferimento è quella dei rapper, dei trapper, fatta di catenine d’oro, auto di lusso e armi in vista. Si tratta però solo di un’estetica, che non rappresenta davvero chi fa parte della scena musicale italiana.

 

“Sul fenomeno delle baby gang legate a nomi di rapper o trapper di alcune zone milanesi, che hanno peraltro appena ricevuto il Daspo dal questore di Milano, è semplice dare giudizi. L’unico dato certo, però, è che le pose di questi giovani artisti ricordano quelle dei criminali, ma si tratta solo di un atteggiamento, di una posa appunto. Si mostrano con pistole che nessuno, grazie al cielo, userà mai, ma che fanno sentire grandi i piccoli fan della trap metropolitana”, racconta Michele Michelazzo, fondatore e Presidente della Nazionale Hip Hop.

 

La ricetta di Michele Michelazzo è quella di avvicinare sempre più i giovani al mondo del rap, per far capire loro di cosa si tratta veramente e anzi usare la loro passione per la musica come volano per strapparli a situazioni difficili e di profondo degrado.

 

Nessun giudizio, solo azioni concrete: il Play2Give e i rapper in prima linea contro la criminalità

 

Non bisogna usare il pugno duro, bensì è necessario mettersi in ascolto. Il fenomeno delle baby gang è un campanello d’allarme che deve far risuonare in noi la necessità di costruire alternative per tutti quei giovani che vedono nel crimine l’unica via d’uscita.

 

Da qui nasce il Play2Give, il progetto che ha come obiettivo la trasmissione dei valori sociali ai più giovani, nelle scuole e nelle periferie, per dare loro un supporto reale e concreto. Perché quello della Nazionale Hip Hop oggi è un vero movimento: 30 artisti nazionali e più di 5000 ragazzi, coinvolti in 4 anni, sono scesi in campo per giocare più di 100 partite di beneficenza nei principali comuni milanesi. Il progetto non solo offre un luogo sicuro e un’occasione di dialogo per tanti giovani, ma un obiettivo per cui impegnarsi e per il quale lottare.

 

La NHH è sempre aperta a nuove proposte da parte dei giovani, delle scuole e delle associazioni

 

La Nazionale Hip Hop, sostenuta dalla Fondazione di Comunità di Milano, si mette all’ascolto dei giovani e delle loro difficoltà, dando loro gli strumenti per mettersi in gioco, dire la propria e vedere l’impatto positivo e concreto delle proprie azioni. I giovani si ritrovano per giocare, per trascorrere del tempo con i propri idoli, ma non solo. I ragazzi delle scuole infatti sono chiamati a decidere in prima persona quali iniziative di solidarietà supportare, nei quartieri e nelle associazioni, con il coinvolgimento dei professori.

 

Gli studenti e i professori delle scuole possono inoltrare da subito alla NHH le proposte per lo sviluppo e la diffusione di iniziative all’interno del proprio tessuto sociale.

 

I ragazzi, quindi, ce la mettono tutta, stimolati dalla possibilità di poter esprimere il proprio punto di vista e confrontarsi con i loro artisti preferiti:  Eddy Veerus de Il Pagante, Strano dei Gemelli DiVersi, Roofio, Jacopo Et, Mazay, Lanz Khan, Ted Bee, Shade alcuni dei nomi celebri coinvolti.

 

“Anche i trapper delle gang di San Siro si occupano di disagio. Sarebbe bello e utile coordinate iniziative comuni per aiutare i ragazzi del loro quartiere che ne hanno realmente bisogno. A fine settembre andremo a Torino nel quartiere Le Torri dove il rapper 4Life rappresenta un punto di riferimento per i ragazzi con problematiche serie. Parleremo, giocheremo, faremo musica. Questa è la Nazionale Hip Hop” – conclude Michele Michelazzo.

 

 

Michele Michelazzo

Michele Michelazzo autore e regista, da anni lavora in tv, radio e teatro. Dai canali mainstream alle produzioni indipendenti  su temi social,  musicali e sportivi. Dopo una breve esperienza presso la storica Nazionale Cantanti ha deciso di investire le competenze acquisite in oltre 24 anni di lavoro nei media sulla Nazionale Hip Hop di cui è presidente e rappresentante legale.

 

A proposito della Nazionale Hip Hop

La Nazionale Hip Hop (NHH) è un progetto di charity nato dall’incontro di artisti rap, più o meno famosi, accomunati dalla passione per la musica e il calcio. Nata a Milano il 21 marzo 2017 da un’idea di Michele Michelazzo, oggi Presidente di NHH, convinto che il mondo del calcio e del rap possano unirsi per il semplice scopo di fare qualcosa di buono per la collettività. Da allora la Nazionale Hip Hop offre supporto a tante iniziative di solidarietà per trasmettere valori sociali importanti e sostenere chi si trova in situazioni di disagio. Oggi è l’unica squadra italiana di rapper che, attraverso il gioco del calcio e il coinvolgimento di ragazzi di quartiere e giovani nelle scuole, si impegna a risolvere problemi reali promuovendo inclusione, ascolto, amicizia, sport e solidarietà con eventi di beneficenza e campagne di sensibilizzazione.

 

Per contattare l’Associazione Nazionale Hip Hop:

Sito: https://nazionalehiphop.it/

Instagram: https://www.instagram.com/nhh_italia/

Facebook: https://www.facebook.com/HipHopN