Il significato del #25novembre. Ogni giorno dell’anno e uniti, contro ogni forma di violenza con il progetto “Il Made in Italy delle donne – La canzone di Marinella””

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Il 25 novembre è ormai la data fatidica, riconosciuta nel mondo, presa a simbolo dal 1999, con una risoluzione dell’ONU, per la lotta contro la violenza sulle donne.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato questa ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG, a organizzare in questo giorno, attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne.

Il gesto atavico della violenza sulle donne perpetrata dagli uomini, non è un’emergenza, purtroppo è un fatto reale, continuo e che non accenna a diminuire e che sconvolge e distrugge le vite delle donne e di centinaia di famiglie, in Italia come nel mondo.

In molti Paesi, anche nel nostro, il colore che rappresenta questa giornata è il rosso, con gli oggetti simbolo, le scarpe rosse, che vengono esposte e allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a raffigurare e ricordare le vittime di violenza e femminicidio (l’assassinio specifico di donne, da parte di fidanzati, mariti, padri, fratelli, per sottolineare l’oppressione maschilista e non come vittime casuali di reati criminali).

Quest’idea, è nata da un’installazione dell’artista messicana Elina Chauvet, intitolata “Zapatos Rojos”, realizzata nel 2009 in Messico, in una piazza di Ciudad Juarez, che ha preso spunto dal femminicidio della sorella per mano del marito, e dedicata alle centinaia di donne rapite, stuprate e assassinate, che in questa città di frontiera nel nord del Messico, hanno raggiunto un numero impressionante di vittime, anche rispetto alla concentrazione nel luogo, del mercato della droga e degli esseri umani. L’installazione è replicata in tanti Paesi come: Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada e Spagna e in Italia ogni anno si svolgono centinaia di iniziative, portate avanti da donne e uomini impegnati in progetti di sensibilizzazione, dai Centri Antiviolenza e da Associazioni che lavorano nell’ambito della lotta alla violenza sulle donne. Il tema dovrebbe comunque essere affrontato ogni giorno dell’anno e l’importanza di realizzare e eventi e progetti, un impegno comune.

In questo contesto, da molti anni, oltre a scrivere libri, realizzare Mostre Fotografiche o relazionare sul tema in tanti convegni, organizzo iniziative in merito e anche quest’anno, il 25 novembre, e non solo, all’interno della trasmissione web tv Mimose Time (su YouTube dal 2015), porterò la voce di donne che non possono più raccontarsi, perché uccise, durante un incontro on line, con l’intervento di personalità della Cultura, dell’Arte, dello Spettacolo e della società civile, impegnati su questo fronte, per cercare, ancora una volta, di proseguire nella conoscenza, nell’interpretazione e alla ricerca di soluzioni concrete e da realizzarsi, partendo dalla positività degli intenti di ognuno di noi e coinvolgendo il pubblico in questa discussione. Il “talk”, è organizzato in collaborazione con la Rete Wigwam e il Circolo Wigwam Milano-Affori, del quale sono Corrispondente e con GazzettadellaLombardia e prende il titolo dal libro e Progetto presentati il 25 novembre 2019, presso il l’Auditorium dedicato a Teresa Sarti, a Milano, zona Niguarda, con il Patrocinio del Comune di Milano (Municipio 9): “Il Made in  Italy  delle  donne -La canzone di  Marinella”. (Per info ketcar_2000@yahoo.it ).

ll femminicidio è solo il culmine della spirale di violenza che si alimenta, nella maggioranza dei casi, nell’ambiente domestico. Da un’ultima ricerca della Polizia di Stato, sono 86 le donne che ogni giorno sono vittime di reati in Italia: un numero di ben quattro volte superiore alle vittime di sesso maschile. Inoltre, nel 35% dei casi gli episodi di maltrattamenti, di violenza sessuale e di stalking, avvengono per mano del proprio convivente.

Nei primi sei mesi del 2022 sono state 61 le donne vittime di omicidi volontari. Di queste, il 34% sono definibili femminicidi, intesi, secondo la convenzione di Instanbul, come omicidi in cui le vittime sono «donne uccise in quanto donne», perché hanno messo in discussione il loro ruolo nella società o in famiglia e il 38% delle vittime aveva figli piccoli. Per quanto riguarda l’autore del reato, si tratta del marito o del convivente nel 56% dei casi, del figlio o del genitore (19%), dell’ex marito (13%), del fidanzato o dell’ex compagno (12%).

Si susseguono tante iniziative per il 25 novembre ma l’invito per la sensibilizzazione non si deve fermare alla sola “Giornata” o al coinvolgimento degli “operatori”; deve invece proseguire con il supporto di tutte e tutti, in ogni ambito della vita, del lavoro e a partire dall’educazione dei più piccoli, dai quali dipende il futuro di un mondo migliore e una Cultura diversa che conduce al rispetto.