La promozione di iniziative di salute attraverso i social media

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La Digital Week è la più grande manifestazione europea dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale promossa dal Comune di Milano e realizzata da IAB Italia, Cariplo Factory e Hublab. Questa quinta edizione (conclusasi il 14 Novembre) è stata molto importante perché ha analizzato il digitale non come un fine ma come un mezzo, prezioso veicolo di conoscenza, di sviluppo e di relazioni. Un evento particolarmente interessante si è tenuto in Università Cattolica l’11 di Novembre e ha messo a fuoco il #ProgettoAbbiCuradiTe, riflettendo sulle potenzialità del coinvolgimento attivo dei giovani per promuovere iniziative di salute attraverso i social media. Dunque, si è discusso di telemedicina, una delle sfumature della comunicazione della sanità. Si sono passate in rassegna alcune delle innovazioni che dovrebbero diffondersi in modo uniforme nel territorio italiano. Ad esempio, parallelamente agli ambulatori fisici si potrebbe pensare a quelli virtuali, con lo scopo di ridurre le lista d’attesa. La telemedicina può essere un valido mezzo per offrire migliori standard di cura, garantendo migliore esperienza assistenziale ed efficienza dei sistemi sanitari regionali. Proprio a partire dal periodo pandemico il suo impiego è notevolmente aumentato sostituendo l’interazione in presenza con quella a distanza. Ci si rende gradualmente conto dei vantaggi che se ne possono trarre e per questa ragione il PNRR (Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il piano approvato nel 2021 dall’Italia per rilanciarne l’economia dopo la pandemia di COVID-19, al fine di permettere lo sviluppo verde e digitale del Paese) ha reso disponibili fondi dedicati alla digitalizzazione. L’obiettivo è quello di incentivare la trasformazione digitale, assicurando servizi di maggiore qualità ai pazienti, riducendo le liste di attesa e costi legati alle ospedalizzazioni, assottigliando divari geografici, monitorando i pazienti da remoto. Per rendere concreto tutto ciò è necessaria una riorganizzazione del sistema con il potenziamento delle soluzioni digitali. I dispositivi a disposizione oltre a soddisfare le funzioni per garantire un servizio dignitoso, devono essere facili da utilizzare, gestibili. Ciò non esclude il fatto che le figure del panorama sanitario si devono impegnare per acquisire le competenze tecniche e professionali. Lo sviluppo delle competenze è un elemento di importanza tale da essere oggetto di progetti specifici per i quali è stata destinata una dotazione finanziaria di oltre 737 milioni. La programmazione sanitaria, in termini di effetti sui bisogni locali e quindi di cure, ma, nel senso più ampio, anche di attività di formazione degli operatori, richiede la capacità di disporre di competenze adeguate al fabbisogno.

a cura di Andrea Lacoppola