Milano, bimba morta di stenti, Lazzari: vicenda irreale, serve capire contesto

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“In pandemia neo mamme e donne incinte tra categorie che hanno sofferto di più”
“Non si fanno diagnosi a distanza, detto questo nella vicenda ciò che colpisce è l’apparente distacco, il senso di irrealtà che promana, sembra quasi che questa donna non fosse in condizioni di capire la gravità della situazione e prevedere i risultati di azioni che per la maggior parte delle persone sono, invece, scontati”. Così David Lazzari, presidente nazionale del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), commenta alla Dire la vicenda della 37enne di Milano arrestata per la morte della figlia di 16 mesi, abbandonata per 6 giorni da sola in casa.
“Sono vicende che colpiscono molto l’opinione pubblica e fanno soffrire- continua Lazzari- per questo nei prossimi giorni sarà importante capire di più per dare un senso a quello che è successo, capire meglio il contesto in cui viveva questa donna e in cui è maturata la situazione. Capire le cause di quello che è successo è importante non per giustificare ma per gestire, elaborare, la sofferenza che si prova di fronte a queste notizie. Perché se non si capiscono le cause si immagina che gesti come questo siano spinti solo da cattiveria gratuita. Ecco importanza di un’informazione che non spettacolarizza ma aiuta a capire”.
“Esistono molte situazioni in cui una mamma si trova in vario modo sotto pressione e questa pressione può sfociare in comportamenti a rischio: disattenzione, trascuratezza, fino a situazioni più estreme. Per fortuna sono condizioni rare e arrivano alla nostra attenzione perché quando accadono fanno notizia- evidenzia Lazzari- a questo si aggiungono poi a volte condizioni di marginalità sociale”.
A livello generale “possiamo dire che esiste un problema di protezione e promozione della maternità, è un tema sociale-evidenzia il presidente del Cnop- durante la pandemia le neo mamme e le donne incinte sono state tra le categorie che hanno sofferto di più da un punto di vista psicologico, il disagio tipico di queste fasi della vita è molto aumentato. E’ sempre più difficile conciliare i ritmi e gli impegni della vita con il ruolo materno. Dunque aiutare la maternità, sostenere le mamme deve essere un obiettivo sociale fondamentale e questo lo si fa attraverso provvedimenti che favoriscano la genitorialità, ma anche assicurando l’aiuto psicologico adeguato”, conclude Lazzari.
fonte www.dire.it