Vaccino contro il coronavirus, Malpensa pronta per milioni di dosi ma Pfizer ha un problema

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Il reparto di terapia intensiva all'ospedale di Bergamo Papa Giovanni XXIII dove, dopo tre giorni in terapia intensiva, è deceduto il bambino di sei anni che si era accasciato al suolo uscendo da scuola lunedì a Roncadelle, in provincia di Brescia, 19 settembre 2019. ANSA/Tiziano Manzoni
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 Milano Malpensa non ha gli strumenti adatti per conservare il vaccino della Pfizer? “Il problema logistico non è all’arrivo in aeroporto, ma nel trasporto. Se la temperatura a cui le dosi devono essere conservate è infatti di circa 70 gradi sottozero, servono container speciali che al momento, però, nessuno possiede, tranne (forse) la Pfizer stessa in un magazzino sito in Belgio e l’Ups in uno di Cincinnati”. Così Giovanni Costantini, cargo manager di Sea, spiega alla ‘Dire’ il ruolo di Malpensa per preservare e distribuire successivamente il vaccino dell’azienda farmaceutica americana.

Costantini specifica che quello della Pfizer è un caso particolare: “Gli altri vaccini alle fasi finali di sperimentazione, compreso quello italiano di Astra Zeneca, non richiedono una temperatura di conservazione così bassa, ma una gradazione di -20 gradi o, in alcuni casi, anche più alta”. E assicura che “per questi ultimi casi siamo pronti già da ora, con una capacità di gestione di qualche milione di dosi alla settimana”.

Tornando all’ipotesi Pfizer a -70 gradi “in ogni caso questi container non possono essere aperti fino all’arrivo alla destinazione ultima, pena l’abbassamento della temperatura e la vanificazione di tutti gli sforzi- continua Costantini-. L’aeroporto ha il solo compito di ricevere i container, di parcheggiarli momentaneamente (ancora sigillati) ed infine distribuirli. E per fare questo Malpensa è già ampiamente attrezzata con cinque terminal cargo, per un totale di 4.000 metri quadrati. La palla adesso non è in mano a noi, ma alla Pfizer e agli spedizionieri. Saranno loro, probabilmente, i responsabili per la fornitura di strutture speciali in grado di preservare le dosi”.

Il manager Sea conclude con un invito alle istituzioni: “Stiamo dialogando da un paio di mesi con tutti gli operatori del settore: spedizionieri, terminalisti aeroportuali, compagnie aeree e compagnie di handling. Col Governo ancora non abbiamo avuto contatti, ma se da parte loro ci fosse la volontà di avviare azioni in collaborazione con Malpensa, noi saremmo pronti”.