Lo stop di Alstom alla produzione dei treni a idrogeno rimette in discussione il progetto H2iseO e l’intera visione della Hydrogen Valley in Val Camonica, sostenuta negli ultimi anni da Regione Lombardia e da FNM.
La decisione, annunciata dal gruppo francese insieme alla chiusura della divisione dedicata proprio ai convogli fuel cell, apre una crisi industriale e politica destinata ad avere ripercussioni dirette sul territorio lombardo.
Pollini: «Avevamo avvertito, progetto insostenibile»
Durissima la reazione di Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che sin dall’inizio aveva evidenziato criticità economiche e operative del progetto.
«Ancora una volta il tempo conferma che avevamo visto giusto» afferma Pollini. «Più volte avevo segnalato l’insostenibilità di H2iseO, arrivando a chiedere l’intervento della Corte dei conti. Il centrodestra che governa la Lombardia, però, ha tirato dritto come un treno. Ora lo scenario cambia completamente».
«Bloccare subito i nuovi convogli e gli impianti»
Per la consigliera M5S, la decisione di Alstom impone a FNM, Trenord e Regione Lombardia un immediato ripensamento.
«La Regione blocchi subito la seconda tranche di otto convogli che Alstom avrebbe dovuto fornire» dichiara. «E soprattutto fermi la realizzazione degli impianti di produzione dell’idrogeno a Iseo ed Edolo».
Secondo Pollini, il vero nodo non è tanto la consegna dei treni già ordinati quanto il futuro della loro gestione: «Alstom ha chiuso un’intera divisione dalla sera alla mattina. Chi si occuperà ora della manutenzione? Chi garantirà assistenza in caso di guasti?».
«Convogli destinati a diventare ferrovecchio»
La consigliera ricorda come, già da mesi, avesse messo in guardia dalla prospettiva di convogli destinati a una vita operativa molto breve.
«Provocatoriamente ho sempre detto che sarebbero durati due o tre anni, perché i costi di gestione degli impianti e dei mezzi erano sottostimati rispetto ai reali prezzi di mercato» spiega. «Ora Alstom abbandona di fatto questa tecnologia, condannando i treni già prodotti a diventare ferrovecchio al primo guasto. Una costosissima fregatura rifilata alla Lombardia».
Le parole del CEO di Alstom chiudono il cerchio
A dare ulteriore peso alle critiche arriva anche la posizione ufficiale dell’azienda, con il CEO Henri Poupart-Lafarge che ha definito la tecnologia dell’idrogeno «non ancora pienamente matura».
«Le prestazioni delle celle a combustibile stanno migliorando, ma c’è ancora molto da fare» ha dichiarato. Parole che, per Pollini, suonano come una conferma definitiva:
«Sipario. Ora il centrodestra lombardo spieghi perché non è stato capace di vedere ciò che molti avevano già compreso».
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