A un mese dallo sversamento di idrocarburi che lo scorso 8 settembre ha interessato il Naviglio Grande e un’ampia area agricola e naturalistica del Milanese, la situazione è tornata al centro del confronto istituzionale a Palazzo Pirelli. La Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Lombardia ha riunito gli enti coinvolti e i rappresentanti dei Comuni interessati per fare il punto sugli interventi realizzati e sulle nuove emergenze da affrontare.
L’audizione, richiesta dal consigliere regionale Marco Bestetti, ha coinvolto Città Metropolitana di Milano, Consorzio Est Ticino Villoresi, Arpa Lombardia e gli amministratori dei territori interessati dall’inquinamento. Al tavolo erano presenti anche il presidente della Commissione Ambiente Alessandro Cantoni e i rappresentanti dei Comuni di Albairate, Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano, Robecco sul Naviglio, Gaggiano e Trezzano sul Naviglio.
Gli interventi dopo lo sversamento
Secondo quanto emerso durante l’audizione, la risposta all’emergenza ha richiesto un coordinamento tra diversi enti e interventi tempestivi per limitare le conseguenze dell’inquinamento. La fase più critica è stata affrontata attraverso operazioni straordinarie e il coinvolgimento delle strutture competenti.
Nel frattempo, sull’individuazione dei responsabili dello sversamento proseguono le indagini della Procura di Milano. Terminata la prima fase dell’emergenza, rimangono però da affrontare gli interventi necessari per completare la messa in sicurezza e la bonifica delle aree interessate.
Una delle questioni riguarda le spese già sostenute per le prime operazioni. Città Metropolitana di Milano ha affrontato costi per circa 260mila euro, mentre Regione Lombardia, attraverso la Direzione generale Territorio e Sistemi verdi, ha anticipato 640mila euro al Consorzio Est Ticino Villoresi per gli interventi di aspirazione.
Resta quindi da chiarire chi dovrà sostenere definitivamente queste spese e con quali strumenti potranno essere recuperate le somme anticipate dagli enti pubblici.
Roggia Soncina e terreni: la bonifica resta da completare
Tra le questioni ancora aperte c’è anche la bonifica della Roggia Soncina, il canale parallelo al Naviglio Grande dal quale si diramano anche rogge private. L’intervento rappresenta uno dei passaggi necessari per completare il risanamento dell’area interessata dallo sversamento.
Ancora più complessa è la situazione relativa ai terreni agricoli coinvolti. Per la loro bonifica viene stimato un costo di circa un milione di euro, ma la definizione delle competenze amministrative rende più articolato il percorso necessario per arrivare agli interventi.
Il fattore tempo rappresenta inoltre una delle principali preoccupazioni emerse durante l’audizione. La fase irrigua è ormai sostanzialmente terminata, ma l’attenzione è già rivolta alla ripresa delle attività tra febbraio e marzo. Entro la fine dell’inverno sarà quindi necessario aver chiarito modalità, responsabilità e risorse per gli interventi sui terreni e sul sistema idrico.
Cantoni: «Tempi per la bonifica molto stretti»
Il presidente della Commissione Ambiente Alessandro Cantoni ha sottolineato la necessità di intervenire rapidamente, anche alla luce delle esigenze agricole del territorio.
«Il confronto, richiesto dall’Ufficio di Presidenza della Commissione Ambiente e dal consigliere Bestetti con i sindaci coinvolti, ha affrontato la grave emergenza idraulica che ha interessato un’ampia zona agricola e naturalistica dell’area milanese», ha dichiarato Cantoni.
«Nonostante le limitazioni dovute all’indagine giudiziaria in corso, sono emerse indicazioni importanti e preoccupanti. I tempi per la bonifica sono molto stretti, soprattutto in vista della prossima primavera e delle esigenze dell’agricoltura e dell’irrigazione».
La Commissione Ambiente, ha aggiunto Cantoni, lavorerà con gli uffici e le direzioni generali regionali per portare la questione all’attenzione dell’Assemblea consiliare.
Dai Comuni la richiesta di procedure e risorse straordinarie
I rappresentanti degli enti locali hanno evidenziato la necessità di definire procedure certe per affrontare eventuali nuove emergenze ambientali e idrauliche. Tra le richieste emerse ci sono anche una più chiara suddivisione delle competenze, strumenti di controllo e prevenzione e meccanismi che consentano di intervenire più rapidamente in situazioni analoghe.
I sindaci hanno inoltre chiesto un intervento del Governo per ottenere un primo risarcimento dei danni e uno stanziamento straordinario destinato a sostenere le operazioni necessarie.
Il caso del Naviglio Grande resta quindi aperto su più fronti: mentre prosegue l’indagine giudiziaria per individuare i responsabili dello sversamento, gli enti del Milanese devono affrontare la fase successiva dell’emergenza, con la bonifica dei canali e dei terreni e la necessità di arrivare preparati alla nuova stagione irrigua.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












