Bioil srl acquisterà da Taebioenergy srl 760 tonnellate di Circular Oil nell’arco di cinque anni, per un valore complessivo di 3,8 milioni di euro. L’accordo riguarda la centrale termoelettrica da 1 MW che Bioil gestisce a Pozzo d’Adda, nell’area metropolitana di Milano. Secondo le aziende, l’impianto utilizzerà così un combustibile sostenibile prodotto a chilometro zero per generare energia elettrica.
La centrale registra una produzione annua dichiarata di 3,6 GWh. L’intesa punta a integrare la produzione di energia rinnovabile con un modello di economia circolare che recupera risorse dal territorio. Il processo, inoltre, non richiede l’impiego di terreni agricoli né sottrae colture alimentari alla produzione di biocarburanti.
Come funziona il modello Smart Circular City
Taebioenergy ha sviluppato il modello Smart Circular City, un sistema che integra la gestione dei rifiuti e la produzione di nuovi prodotti. Il progetto comprende Borsino Rifiuti, che si occupa dei rifiuti assimilabili agli urbani prodotti da utenze non domestiche e condomini, e ToBeCircular, dedicata alla realizzazione di prodotti circolari a chilometro zero, tra cui il Circular Oil.
Il modello Borsino Rifiuti combina l’autocompostaggio presso le utenze non domestiche di Milano e provincia con l’utilizzo di anidride carbonica e sostanze nutritive derivate dal processo per alimentare le microalghe. La crescita avviene in un fotobioreattore, nel quale pannelli solari forniscono l’energia luminosa necessaria alla fotosintesi.
Le microalghe accumulano lipidi durante la crescita. Da questi si ricava il Circular Oil, destinato anche alla produzione di energia elettrica. In questo modo, il progetto collega la gestione dei rifiuti alla realizzazione di un combustibile utilizzabile sul territorio.
«La Smart Circular City di Borsino Rifiuti produce in autonomia carburanti e combustibili e ora anche energia elettrica rinnovabile, amplificando e ottimizzando l’energia luminosa del sole grazie all’accumulo di lipidi nelle microalghe. Questo modello di economia circolare sostenibile rende l’intera città metropolitana più indipendente dalle importazioni estere e meno esposta alle crisi geopolitiche: i rifiuti di oggi diventano l’energia e i carburanti di domani», dichiara Gian Luca Vorraro, co-founder, CEO e CTO di Taebioenergy srl.
Le stime sulle emissioni di CO₂
Secondo le stime fornite dall’azienda, le 760 tonnellate di Circular Oil consentirebbero di evitare circa 2.070 tonnellate di emissioni di CO₂ fossile nell’arco di cinque anni, equivalenti a circa 410 tonnellate all’anno. Il confronto considera la produzione della stessa quantità di energia elettrica attraverso l’impiego di gasolio.
Nello stesso periodo, le microalghe fisserebbero circa 2.150 tonnellate di CO₂ sotto forma di carbonio contenuto nell’olio. I calcoli si basano su un potere calorifico di 37 megajoule per chilogrammo per il Circular Oil, con un contenuto di carbonio stimato intorno al 77%. Per il gasolio di riferimento, la stima considera un potere calorifico di 43 megajoule per chilogrammo e 3,16 chilogrammi di CO₂ emessi per ogni chilogrammo bruciato.
Nuovi accordi in preparazione nell’area milanese
Taebioenergy riferisce che altre due aziende di produzione della provincia di Milano sono pronte a firmare accordi per la produzione. È inoltre in fase di definizione un’intesa con una primaria società attiva nella logistica dell’ultimo miglio, alla quale sarebbe destinato il carburante circolare.
Taebioenergy, sede a Paderno Dugnano
Taebioenergy srl è una PMI innovativa con sede a Paderno Dugnano, in provincia di Milano. Tra il 2018 e il 2021 ha raccolto finanziamenti attraverso operazioni di crowdfunding sulla piattaforma Crowdfundme.
L’azienda sviluppa modelli industriali proprietari legati all’economia circolare, tra cui Smart Circular City, che integra le attività di Borsino Rifiuti e ToBeCircular. Secondo i dati comunicati dalla società, il fatturato annuo si avvicina a un milione di euro. Taebioenergy dichiara inoltre di aver raggiunto il primo pareggio di bilancio nel 2024 e di aver registrato un utile dal 2025.
Il progetto di Pozzo d’Adda rappresenta un ulteriore sviluppo di questo modello: oltre alla gestione dei rifiuti e alla produzione di prodotti circolari, l’azienda punta ora a destinare il combustibile ottenuto dalle microalghe anche alla generazione di energia elettrica.
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