Il mercato italiano delle gare pubbliche per servizi di ingegneria e architettura continua a crescere. Nei primi nove mesi del 2026 il valore complessivo ha raggiunto 2.548,1 milioni di euro, con un aumento del 44,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato comprende 2.355,5 milioni relativi alle gare per servizi di ingegneria e architettura, esclusi gli appalti integrati, e 192,7 milioni riconducibili alla progettazione esecutiva inclusa in questi ultimi.
È quanto emerge dall’aggiornamento di settembre dell’Osservatorio OICE/Informatel, che rileva un’accelerazione anche nell’ultimo mese considerato. Il valore delle gare pubblicate a settembre è infatti aumentato del 66,6% su base annua, confermando un andamento positivo nonostante il progressivo esaurimento della spinta legata al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Settembre in accelerazione, ANAS pubblica una gara da 48 milioni
Nel confronto storico relativo al periodo gennaio-settembre dal 2018 al 2026, il valore registrato nel 2026 si colloca al terzo posto, alle spalle dei risultati del 2023 e del 2022. Un andamento che, secondo l’Osservatorio, lascia intravedere prospettive favorevoli per la chiusura dell’anno.
Tra le procedure di maggiore importo pubblicate a settembre figura quella di ANAS per un accordo quadro articolato in otto lotti, del valore complessivo di 48 milioni di euro.
Il rapporto evidenzia inoltre che il dato dei primi nove mesi del 2026 supera il valore medio mensile annualizzato del 2025. Il confronto è significativo anche perché le stazioni appaltanti tendono storicamente a pubblicare le procedure più rilevanti negli ultimi mesi dell’anno.
Servizi di ingegneria e progettazione, tutti gli indicatori in positivo
Le gare per i servizi di ingegneria e architettura, al netto degli appalti integrati, hanno raggiunto 2.355,5 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno, con una crescita del 44,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. A settembre l’incremento su base annua è stato del 60,1%.
Anche le procedure per l’affidamento della sola progettazione mostrano un andamento positivo. Il loro valore complessivo si è attestato a 754,4 milioni di euro, in aumento del 16,2% nei primi nove mesi. Nel solo mese di settembre la crescita rispetto allo stesso mese del 2025 è stata del 37,1%.
Un’accelerazione riguarda anche gli accordi quadro. Le gare pubblicate a settembre hanno raggiunto un valore di 81,2 milioni di euro, contribuendo a un incremento del 43,3% nel confronto tra i primi nove mesi del 2026 e quelli del 2025. Su base mensile, l’aumento rispetto a settembre dell’anno precedente è stato del 184%.
La progettazione esecutiva compresa negli appalti integrati ha invece raggiunto 192,7 milioni di euro, con una crescita del 52,1% nei primi nove mesi e del 231,3% nel confronto tra settembre 2026 e settembre 2025.
Cinque stazioni appaltanti concentrano oltre il 45% del mercato
Una quota rilevante del valore delle gare è riconducibile a cinque grandi stazioni appaltanti: EAV, Ente Autonomo Volturno, Agenzia del Demanio, Consip, ASPI e RFI. Secondo il rapporto, queste committenze concentrano complessivamente oltre il 45% del mercato rilevato nei primi nove mesi del 2026.
Il dato evidenzia il peso di un numero ristretto di soggetti pubblici e grandi committenti nella domanda di servizi tecnici, in un contesto nel quale le procedure di maggiore dimensione incidono in modo significativo sul valore complessivo del settore.
Partenariati pubblico-privati quasi raddoppiati
Tra gli indicatori in maggiore crescita figurano i partenariati pubblico-privati (PPP). Nei primi nove mesi del 2026 sono state rilevate 554 procedure, contro le 283 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 95,8%.
Il dato comprende sia gli avvisi finalizzati a sollecitare proposte da parte dei promotori, sia gli avvisi di gara relativi ai progetti di fattibilità tecnico-economica (PFTE) per le concessioni.
Anche il confronto con il contesto europeo restituisce un quadro favorevole per l’Italia. Nei primi nove mesi del 2026 il numero dei bandi rilevati a livello europeo è diminuito del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre in Italia sono stati registrati 936 bandi, in aumento del 10,8%. Nel confronto tra settembre 2026 e settembre 2025, la crescita italiana è stata del 39,1%.
Lupoi: «Restano criticità nelle condizioni contrattuali»
Il presidente di OICE, Giorgio Lupoi, valuta positivamente l’andamento del mercato, ma richiama l’attenzione sulle condizioni con cui vengono affidati e gestiti gli incarichi.
«Viene confermata la tendenza positiva del mercato con un 2026 che, salvo sorprese, chiuderà in netto miglioramento sui due anni precedenti, nonostante l’esaurimento della spinta Pnrr», osserva Lupoi. Il presidente sottolinea tuttavia che una parte della domanda legata agli accordi quadro deve ancora tradursi in contratti attuativi effettivi, necessari per consentire alle imprese aggiudicatarie di recuperare i costi sostenuti.
Tra le criticità segnalate figurano il mancato aggiornamento del decreto ministeriale sui parametri, le clausole di pagamento considerate vessatorie e i contratti a corpo non modificabili, che secondo l’associazione possono entrare in contrasto con i principi del Codice dei contratti pubblici.
Lupoi richiama inoltre l’attenzione sulle richieste sempre più frequenti di modifiche e integrazioni da parte dei committenti, sui requisiti di partecipazione particolarmente selettivi e sul peso attribuito alle certificazioni nelle valutazioni delle offerte. A suo giudizio, anche la richiesta di servizi analoghi eccessivamente simili a quelli oggetto dell’affidamento può restringere la concorrenza.
Il presidente di OICE invita infine a riflettere sulla qualità dei risultati progettuali ottenuti attraverso le gare e sui criteri di aggiudicazione, soprattutto nelle procedure relative ai progetti di fattibilità tecnico-economica. Tra le ipotesi indicate figura la possibilità di anticipare alcuni contenuti progettuali, seguendo un approccio già adottato dall’Agenzia del Demanio.
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