Il progetto per la realizzazione di un data center a Zibido San Giacomo, nel Sud Milano, torna al centro del dibattito politico e ambientale. Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Lombardia, contesta le criticità riportate nella delibera regionale relativa alla documentazione presentata per la valutazione di impatto ambientale (VIA). Secondo l’esponente pentastellato, i rilievi riguardano aspetti rilevanti per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, in un territorio già interessato dalla presenza di altri impianti.
«È preoccupante leggere i passaggi della delibera attraverso la quale Regione Lombardia riconosce le carenze documentali, relative al progetto di costruzione del data center a Zibido San Giacomo. Preoccupante perché riguardano in particolar modo salute e ambiente», dichiara Di Marco.
Le criticità sulle emissioni e l’impatto cumulativo
Tra i passaggi richiamati dal capogruppo M5S figura la valutazione del rischio tossicologico contenuta nella relazione istruttoria regionale per la VIA. Il documento, secondo la citazione riportata da Di Marco, evidenzia «la presenza di rischio non accettabile per le valutazioni condotte considerando il singolo contributo emissivo del data center e il fondo ambientale».
Un altro elemento riguarda il possibile impatto cumulativo degli impianti presenti o previsti nell’area. Di Marco sottolinea che le valutazioni del proponente, secondo i rilievi regionali da lui citati, non considererebbero adeguatamente il contributo complessivo dei diversi data center nel territorio del Sud Milano. Tra i Comuni indicati figurano Basiglio, Lacchiarella, Rozzano, Noviglio, Siziano e Vellezzo Bellini.
La relazione richiama inoltre gli effetti dell’incremento delle emissioni sulla qualità dell’aria, considerando sia la fase di cantiere sia quella di esercizio, oltre alle eventuali situazioni di blackout. «Seppur il solo incremento dell’opera in progetto può non essere considerato rilevante da parte del Proponente, lo è invece per la tutela della salute pubblica poiché è un ulteriore contributo al peggioramento della qualità dell’aria a cui la popolazione è comunque esposta», si legge nel passaggio citato dal consigliere regionale.
Per Di Marco, queste osservazioni confermano la necessità di valutare lo sviluppo tecnologico tenendo conto degli effetti complessivi sui territori e sulle comunità che li abitano.
Salute pubblica e qualità dell’aria
Tra gli aspetti segnalati figurano anche gli indicatori relativi alle patologie respiratorie. La relazione, secondo quanto riportato dal capogruppo M5S, richiama «un carico sanitario preesistente» e sottolinea l’esigenza di limitare ulteriori incrementi e individuare i gruppi di popolazione più vulnerabili.
Il documento stima inoltre emissioni pari a 58,9 kilotonnellate all’anno, un valore superiore alla soglia di 20 kilotonnellate annue oltre la quale, secondo la metodologia richiamata nella relazione, è prevista un’analisi dettagliata. Di Marco considera questi elementi un motivo di preoccupazione per un territorio già sottoposto a pressioni ambientali e sanitarie.
Le criticità delle acque di falda e il consumo di suolo
La relazione esamina anche la qualità delle acque sotterranee. Le analisi sui campioni di falda condotte nel 2024 avrebbero rilevato superamenti dei limiti normativi per diverse sostanze, tra cui 1,1-dicloroetilene, tricloroetilene (TCE), tetracloroetene (PCE), 1,2-dicloroetilene, 1,2-dicloropropano e 1,1,2,2-tetracloroetano.
Secondo quanto riportato nel documento, le contaminazioni sarebbero presumibilmente riconducibili ad attività antropiche risalenti a oltre cinquant’anni fa. Per Di Marco, la presenza di queste criticità contribuisce a delineare un quadro ambientale che richiede particolare cautela nella valutazione di nuovi insediamenti.
Un ulteriore elemento riguarda il consumo di suolo agricolo. A fronte di un’area complessiva di progetto pari a 48.340 metri quadrati, la superficie agricola destinata a essere sottratta definitivamente ammonterebbe a 10.570 metri quadrati. La relazione indica inoltre 5.586 metri quadrati di superfici definite «macchie di campo».
Di Marco critica la posizione della Regione
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle utilizza i rilievi della relazione per contestare l’approccio della maggioranza regionale alla regolamentazione dei data center. A suo giudizio, le criticità evidenziate richiederebbero una valutazione complessiva degli effetti ambientali e sanitari, anziché un esame limitato al singolo progetto.
Di Marco critica inoltre la normativa regionale sul settore, che definisce insufficiente, e sostiene che la Giunta sia intervenuta in ritardo rispetto alla crescita degli insediamenti tecnologici, come già accaduto, a suo avviso, per supermercati e logistica. Nel suo intervento ringrazia anche i comitati e i cittadini che si sono mobilitati contro il progetto.
La contestazione riguarda infine la scelta di non assumere, secondo il consigliere, una posizione netta sul data center di Zibido San Giacomo, lasciando al Ministero dell’Ambiente le valutazioni di competenza. «A parole lottano per l’autonomia, nella pratica abbassano la testa di fronte all’auto commissariamento imposto dal loro stesso Governo», conclude Di Marco, criticando l’operato della maggioranza regionale.
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