Nel settore delle costruzioni e dei servizi di ingegneria e architettura accelera il processo di digitalizzazione, con una crescita significativa delle cosiddette “gare BIM”. È quanto emerge dal 9° Report OICE sulla digitalizzazione e sulle gare con modellazione elettronica, presentato nel corso di un webinar promosso dall’associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria.
Crescita significativa di numero e valore delle gare BIM
Secondo i dati diffusi, nel 2025 le gare BIM sono state 638, pari al 27% del totale delle procedure per servizi di ingegneria e architettura. Si tratta di un incremento dell’80,7% rispetto al 2024. Ancora più marcato l’aumento in termini economici: il valore complessivo ha raggiunto i 1.496 milioni di euro, con una crescita del 151,1% su base annua.
La diffusione del BIM, acronimo di Building Information Modelling, si concentra in particolare negli affidamenti sopra soglia europea. In questa fascia si colloca il 91% delle procedure, che rappresentano quasi la totalità del valore complessivo, pari al 99,4%.
Capitolati informativi ancora poco diffusi
Il rapporto evidenzia anche un’evoluzione nella qualità documentale delle gare, sebbene con margini di miglioramento. La presenza del capitolato informativo BIM, documento centrale per la gestione dei dati nei processi digitali, è salita al 34,3% dei bandi, rispetto al 25,2% del 2024.
Nonostante la crescita, il dato resta ancora limitato in termini assoluti, segnalando una diffusione non uniforme delle pratiche di gestione informativa all’interno delle stazioni appaltanti.
Il ruolo delle principali amministrazioni pubbliche
Tra i principali soggetti che promuovono gare BIM figurano l’Agenzia del Demanio, il Ministero della Difesa e ANAS, che insieme concentrano circa il 40% del valore complessivo delle procedure e il 17,4% in termini numerici.
Nel complesso, le amministrazioni dello Stato rafforzano la loro presenza, rappresentando il 27,9% dei bandi, in crescita rispetto al 21% registrato nel 2024. La maggior parte delle gare riguarda attività di progettazione, che coprono il 71,9% del totale.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale al centro del cambiamento
Nel corso della presentazione è intervenuto anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, che ha sottolineato l’importanza di coniugare innovazione e tutela: «Occorre innovare senza rinunciare alle garanzie, sperimentare senza indebolire i diritti e utilizzare l’IA senza divenirne prigionieri e perderne il controllo».
Il report affronta infatti anche il tema dell’intelligenza artificiale applicata al settore delle costruzioni, analizzando opportunità e criticità legate all’evoluzione digitale.
Le prospettive secondo OICE
Il presidente dell’OICE, Giorgio Lupoi, ha evidenziato il carattere ormai strutturale di questi processi: «La digitalizzazione dei processi è ormai un percorso ineluttabile e l’applicazione dell’IA è una realtà con la quale ci confrontiamo quotidianamente. Il divario tra chi investe e chi resta indietro è evidente, ma è chiaro a tutti che occorre organizzarsi, studiare e cogliere le opportunità».
Lupoi ha inoltre richiamato la necessità di aggiornare il quadro normativo, in particolare il decreto parametri, alla luce dei nuovi compiti derivanti dalle linee guida sulla gestione informativa digitale.
Il quadro che emerge dal report conferma dunque una trasformazione in atto nel settore, con una progressiva affermazione degli strumenti digitali negli appalti pubblici, ma anche con la necessità di consolidare competenze e standard operativi per rendere più omogenea la transizione.
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