Si è svolta ieri mattina a Milano, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’iniziativa “Erano semi, siamo foresta – Lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie”, momento di riflessione e memoria dedicato alle persone uccise dalla criminalità organizzata.
All’evento ha partecipato anche Paola Pollini, presidente della Commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità di Regione Lombardia, che ha voluto sottolineare il valore istituzionale e civile dell’incontro.
Un momento di memoria condivisa
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di raccoglimento collettivo, attraverso la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, un gesto simbolico volto a restituire identità e dignità alle persone colpite dalla violenza criminale.
«L’evento ha rappresentato un momento di raccoglimento significativo. La lettura dei nomi delle vittime di mafia permette di toccare con mano il dolore che la criminalità organizzata infligge alle persone e all’intera società civile. La mafia non risparmia nessuno, tra le oltre mille vittime di mafia ci sono diverse ragazze e ragazzi giovanissimi, uomini e donne adulti e anche persone anziane», ha dichiarato Paola Pollini.
Il ruolo delle istituzioni e dei giovani
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il ruolo centrale delle istituzioni nel promuovere la cultura della legalità, con particolare attenzione alle nuove generazioni. La partecipazione di studenti universitari e delle scuole superiori ha contribuito a rafforzare il valore educativo dell’iniziativa.
«Con la mia presenza ho voluto rappresentare l’impegno della Commissione regionale Antimafia nel promuovere la cultura della legalità e della memoria. L’impegno è rivolto soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, alle quali va trasmessa l’importanza della lotta alla mafia affinché possano portarla avanti nel corso della loro vita», ha aggiunto Pollini.
La partecipazione delle istituzioni milanesi
All’evento hanno preso parte anche Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, Nicola Sartori, pro-rettore al Bilancio dell’Università di Milano-Bicocca, e Stefano Mattachini, nipote dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, figura simbolo della legalità.
Presenti inoltre rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, insieme a esponenti politici regionali e a numerosi studenti.
Fare rete contro la criminalità organizzata
Nel suo intervento, la presidente della Commissione Antimafia ha infine richiamato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e società civile nel contrasto alle mafie: «Come dico sempre, la mafia si sconfigge quando istituzioni, forze dell’ordine e società civile riescono a fare rete, diventando un tutt’uno».
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