La Regione Lombardia ha approvato una nuova norma che consentirà ai Comuni di gestire con maggiore efficacia il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e velocizzare le assegnazioni degli alloggi popolari.
La misura è contenuta in una delibera della Giunta regionale proposta dall’assessore alla Casa e Housing sociale Paolo Franco e introduce una procedura che permette agli enti locali di modificare il vincolo di destinazione degli immobili destinati ai servizi abitativi pubblici.
Come funziona il nuovo meccanismo
In base alla nuova disposizione, i Comuni potranno togliere il vincolo di destinazione a Sap (Servizio abitativo pubblico) da un alloggio comunale non assegnato e in condizioni particolarmente degradate, trasferendolo su un’altra abitazione di proprietà dell’ente locale che sia immediatamente assegnabile.
La modifica sarà possibile a condizione che il nuovo immobile abbia un valore equivalente o superiore rispetto a quello su cui viene rimosso il vincolo. L’obiettivo è consentire una gestione più flessibile del patrimonio edilizio pubblico e rendere disponibili più rapidamente gli alloggi per le famiglie in graduatoria.
Franco: «Semplificazione e sostegno agli enti locali»
«La norma sburocratizza le procedure e va nella direzione di aiutare i Comuni nella gestione e nella razionalizzazione del patrimonio» ha spiegato l’assessore Paolo Franco.
«Come Regione siamo concretamente dalla parte degli enti locali, che avranno la possibilità di effettuare scelte e interventi capaci di rispondere con maggiore tempestività alle necessità dei cittadini e ai loro fabbisogni abitativi».
Interventi su alloggi degradati o in edifici con altre funzioni
I Comuni potranno presentare domanda alla Regione Lombardia per modificare il vincolo Sap su alloggi non assegnati che si trovano in grave stato di degrado oppure collocati all’interno di edifici destinati ad altre funzioni pubbliche, come municipi, scuole, uffici o biblioteche.
Il cambio di destinazione dovrà avvenire contestualmente all’apposizione del vincolo su altre unità abitative già disponibili e pronte per essere assegnate, cioè che non necessitano di ulteriori lavori di ristrutturazione.
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