Il Consiglio regionale della Lombardia esprime cordoglio per la scomparsa di Mario Colombo, storico imprenditore e figura di riferimento del marchio Colmar, azienda simbolo dell’abbigliamento sportivo italiano. A ricordarne la figura è il presidente del Consiglio regionale, Federico Romani, che ha sottolineato il valore umano e professionale dell’imprenditore.
Il ricordo del presidente Romani
«Esprimo il cordoglio mio personale e dell’intero Consiglio regionale alla famiglia Colombo per la scomparsa di Mario, imprenditore straordinario che ha saputo coniugare la tradizione nel segno dell’innovazione. Il marchio Colmar non è solo simbolo di eccellenza sportiva ma anche segno distintivo di una grande storia familiare fondata su valori etici profondi e radicati», ha dichiarato il presidente Federico Romani.
Colombo viene ricordato come uno degli interpreti più significativi del tessuto imprenditoriale lombardo, capace di sviluppare un brand riconosciuto a livello internazionale mantenendo un forte legame con il territorio.
Il riconoscimento della medaglia Gio Ponti
Solo due mesi fa, lo stesso Consiglio regionale aveva conferito a Mario Colombo la medaglia Gio Ponti, riconoscimento attribuito a personalità che si distinguono per meriti imprenditoriali, culturali e sociali. La consegna era avvenuta in occasione di una visita istituzionale presso l’azienda.
«Proprio il mese scorso abbiamo inaugurato a Palazzo Pirelli la mostra “Maestose montagne lombarde” all’interno della quale l’evoluzione tecnologica dello sci nel tempo era raccontata attraverso l’esposizione dei materiali Colmar», ha ricordato Romani. «Nell’occasione abbiamo conferito a Mario Colombo, visitando la sua azienda, la medaglia Gio Ponti del Consiglio regionale, giusto tributo e riconoscimento alla sua visione imprenditoriale».
Un’eredità tra innovazione e tradizione
Nel suo ricordo, il presidente ha voluto evidenziare anche l’eredità lasciata dall’imprenditore: «Ci lascia un grande uomo, ma restano in eredità per tutti noi il suo esempio e le sue capacità, artefice e interprete di futuro e innovazione».
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