Regione Lombardia accelera sul rinnovo delle concessioni idroelettriche scadute e propone una soluzione condivisa con imprese e produttori. Nel pomeriggio, a Palazzo Lombardia, il presidente Attilio Fontana ha riunito il tavolo regionale sull’energia insieme agli assessori Massimo Sertori (Montagna, Risorse energetiche e utilizzo risorsa idrica) e Guido Guidesi (Sviluppo economico).
Al confronto hanno partecipato anche i rappresentanti delle principali realtà industriali ed energetiche: il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, l’amministratore delegato di Edison Nicola Monti e quello di A2A Renato Mazzoncini. Si tratta delle principali aziende produttrici di energia idroelettrica con concessioni già scadute sul territorio lombardo.
Una proposta normativa per la “4^ Via”
Il tavolo, attivo dallo scorso luglio, ha lavorato per superare posizioni inizialmente molto distanti. L’obiettivo era trovare un punto di equilibrio sul rinnovo delle concessioni.
La proposta elaborata introduce la cosiddetta “4^ Via” di riassegnazione. Il meccanismo prevede la cessione del 15% della produzione idroelettrica a prezzo calmierato a favore delle imprese energivore situate nelle Regioni dove sorgono gli impianti.
La misura punta a sostenere i comparti industriali più esposti al costo dell’energia, garantendo al tempo stesso continuità produttiva e stabilità al sistema.
Sostegno a industria e PIL
La Lombardia guida il Paese sia per produzione industriale sia per produzione idroelettrica. Per questo motivo l’intesa raggiunta assume un valore strategico.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, l’accordo può rafforzare in modo concreto settori che incidono in maniera significativa sul PIL nazionale. Energia a costi sostenibili significa maggiore competitività per le imprese e tutela dell’occupazione.
Preoccupazione per un possibile provvedimento governativo
Nel corso del confronto si è discusso anche di alcune indiscrezioni relative a un possibile provvedimento governativo in materia energetica.
Se confermate, alcune misure potrebbero creare criticità sia per le imprese energivore sia per i produttori elettrici. Questo scenario rischierebbe di compromettere l’applicazione dell’intesa costruita in Lombardia.
Un modello di confronto da estendere a livello nazionale
Regione, produttori idroelettrici e industrie energivore sono riusciti a costruire una sintesi concreta attraverso il dialogo. Il percorso dimostra che il confronto tra istituzioni e sistema produttivo può generare soluzioni efficaci anche su temi complessi.
L’esperienza lombarda diventa così un modello. L’auspicio emerso dal tavolo è aprire un confronto anche a livello nazionale su tutte le misure energetiche oggi in fase di valutazione, con l’obiettivo di garantire equilibrio tra sviluppo industriale, tutela delle imprese e interesse generale.
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