Per la nostra rubrica Palazzo Lombardia – Voci dal Consiglio incontriamo Luca Marrelli, consigliere regionale della Regione Lombardia, eletto nel 2023 con il movimento civico Lombardia Ideale – Fontana Presidente.
Un dialogo a tutto campo tra territorio, sanità, legalità, sicurezza e riforme istituzionali.
Consigliere Marrelli, il suo percorso politico parte dal territorio e arriva oggi in Regione. Che esperienza è stata e che responsabilità sente nel suo ruolo attuale?
«Sono stato proclamato consigliere regionale nel maggio 2023. Oggi ricopro il ruolo di vicepresidente della Commissione Antimafia e sono componente della Commissione Sanità, della Commissione Sociosanitaria (che comprende anche deleghe su casa, famiglia e detenuti) oltre che delle Commissioni IV e V.
Il mio percorso nasce però dal territorio: sono stato sindaco del Comune di San Mango d’Aquino, in provincia di Catanzaro. Nel 2021 ho vinto il concorso come cancelliere esperto e ho prestato servizio a Varese. Successivamente sono stato candidato nella provincia di Milano e sono stato eletto con Lombardia Ideale, movimento civico che mette al centro i Comuni, primo presidio democratico e luogo più vicino ai cittadini.
Credo in una politica attiva, fatta di dialogo diretto, guardando le persone negli occhi. La politica non è tutta negativa: è l’arte del possibile, lo strumento per interpretare i bisogni e dare risposte concrete».
La Lombardia viene spesso definita “locomotiva d’Italia”. Qual è oggi lo stato di salute della Regione?
«La Lombardia è una regione trainante non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Lo dimostrano i grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che rappresentano una vetrina globale.
Accanto alla dimensione economica c’è quella del volontariato: in Lombardia operano circa 53 mila associazioni. È un modello che rende orgogliosi, perché dimostra un forte tessuto sociale. Sono previsti anche bandi per 7 milioni di euro destinati al Terzo Settore».
Uno dei temi centrali del suo mandato è la sanità. Su cosa si sta concentrando?
«La sanità è una priorità assoluta. Ho portato avanti una mozione sul dolore neuropatico, spesso non adeguatamente riconosciuto nei percorsi sanitari. Il Consiglio regionale l’ha approvata all’unanimità, aprendo un tavolo di lavoro specifico.
Sono stato inoltre relatore della proposta di legge 132 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, rafforzando il tema della formazione. Il 70% degli infortuni deriva dalla carenza formativa: per questo le sanzioni recuperate vengono reinvestite in prevenzione e formazione.
La Lombardia resta una regione attrattiva dal punto di vista sanitario: ogni anno circa 250 mila persone arrivano da altre regioni per curarsi. Tuttavia il problema è nazionale: carenza di personale, numero chiuso universitario, fuga di medici verso l’estero o la Svizzera. Serve una riforma strutturale del sistema sanitario nazionale».
Legalità e lotta alla criminalità: quali sono le priorità in una regione complessa come la Lombardia?
In Commissione Antimafia stiamo lavorando su due fronti principali: beni confiscati alle mafie e contrasto alla ludopatia legata al gioco d’azzardo.
La Lombardia, pur essendo la regione economicamente più forte d’Italia, ha conosciuto la presenza delle organizzazioni criminali già dagli anni ’70. Oggi la criminalità è evoluta, utilizza tecnologia e strumenti finanziari sofisticati.
Credo molto nell’educazione alla legalità. Come ricordava Gesualdo Bufalino, la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestri elementari. È la cultura la vera arma contro ogni forma di criminalità.
Sicurezza e grandi città: qual è la sua analisi su Milano?
«La sicurezza è un tema centrale, soprattutto nella città di Milano. Microcriminalità e baby gang sono fenomeni in crescita. Tuttavia la repressione da sola non basta.
Servono più controlli e strumenti adeguati, ma anche prevenzione e investimento culturale. Milano è una città cosmopolita, con molte culture e storie diverse: l’integrazione e l’educazione diventano fondamentali.
La sicurezza è responsabilità condivisa tra sindaco, prefetto, questore e forze dell’ordine. Non si risolve con slogan, ma con lavoro coordinato e investimenti strutturali».
Oltre alla sanità e alla legalità, quali altre iniziative ha promosso?
«Ho presentato una mozione per istituire il Garante regionale degli animali. In Italia ci sono circa 32 milioni di animali domestici, 6 milioni in Lombardia. Oggi gli animali sono parte integrante delle famiglie e meritano una figura istituzionale di tutela.
Stiamo inoltre lavorando a un progetto di legge sull’intelligenza artificiale, per applicarla concretamente nei servizi regionali. L’IA deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, non un sostituto.
Sul territorio ho sostenuto diversi comuni della provincia di Milano – tra cui Vanzaghello, Settala, Pogliano Milanese, Vernate e Cassina de’ Pecchi – con contributi destinati a scuole, viabilità e opere pubbliche. Il consigliere regionale deve essere una sentinella del territorio».
Si è espresso a favore della separazione delle carriere in magistratura e ha sostenuto il referendum sul tema. Qual è la sua posizione?
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.











