Il turismo italiano conferma la propria solidità e guarda al 2026 con rinnovato ottimismo. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio Turismo di BPER Banca, che ha analizzato le tendenze del comparto attraverso un’indagine condotta su oltre mille imprese dei servizi di alloggio e ristorazione in Sardegna, Riviera Romagnola e Lombardia.
Dopo un 2024 da record, che ha visto l’Italia posizionarsi al secondo posto in Europa per presenze turistiche, il 2025 si conferma un anno di crescita: il 68% delle aziende intervistate prevede un aumento del fatturato, sostenuto dall’incremento dei clienti, delle presenze e della spesa media per ospite rispetto all’anno precedente. Per circa metà delle attività, la presenza di turisti stranieri risulta pari o superiore a quella degli italiani, a conferma della forte attrattività internazionale del Paese.
Lombardia e Milano protagoniste nel 2026
Lo sguardo al 2026 è improntato all’ottimismo. Sette imprese su dieci prevedono un aumento medio degli arrivi del 14%, con punte del 16% in Lombardia. A trainare le aspettative è in particolare l’area di Milano, dove il 71% delle aziende si attende una crescita dei flussi, con un incremento medio stimato del 18%.
L’effetto catalizzatore delle Olimpiadi Invernali rafforzerà la visibilità internazionale del territorio milanese e della provincia di Sondrio, attirando turisti italiani e stranieri non solo durante l’evento ma anche negli anni successivi. In Lombardia, il 40% degli operatori segnala inoltre investimenti programmati nel biennio 2026-2027, segnale di fiducia e visione strategica.
A livello complessivo, secondo le stime dell’Osservatorio, il valore aggiunto della filiera turistica allargata ha raggiunto nel 2024 i 226 miliardi di euro, pari al 12,2% del totale nazionale, confermando il ruolo centrale del comparto nell’economia italiana.
Costi operativi e mercato del lavoro: le criticità
Accanto allo scenario positivo, emergono tuttavia alcune criticità. Il 58% delle imprese ha registrato un aumento dei costi di esercizio, in particolare per energia e materie prime alimentari, una coda degli incrementi già subiti negli anni precedenti.
Resta complesso anche il mercato del lavoro: il 32% delle aziende segnala difficoltà nel reperimento del personale. Tra queste, il 45% attribuisce la carenza alla mancanza di competenze tecniche adeguate, mentre il 31% evidenzia la scarsa disponibilità legata alla stagionalità. Per affrontare la situazione, il 60% delle imprese mette in campo strategie per attrarre e trattenere talenti, puntando su flessibilità oraria e aumenti salariali. Un terzo investe inoltre in programmi di formazione e riqualificazione.
Digitalizzazione, sostenibilità e radicamento territoriale
Nonostante le pressioni sui costi, la spinta agli investimenti non si arresta. Il 19% delle imprese ha già investito nell’efficientamento energetico negli ultimi cinque anni e il 23% prevede nuovi interventi nei prossimi due anni, con l’obiettivo di ridurre i costi e migliorare la sostenibilità ambientale ed economica.
Cresce anche l’attenzione all’innovazione: il 28% delle aziende ha investito nella digitalizzazione dei processi, mentre sul fronte della protezione del business oltre la metà si è dotata di coperture contro danni catastrofali ed eventi atmosferici estremi. Significativo il modello di approvvigionamento a vocazione territoriale: il 61% delle imprese utilizza fornitori prevalentemente all’interno della propria regione, accorciando la filiera e rafforzando il legame con il territorio.
L’analisi territoriale evidenzia dinamiche favorevoli anche in Sardegna e Riviera Romagnola, con prospettive di crescita degli arrivi rispettivamente del 12% e del 14% nel 2026 e nuovi investimenti programmati da una quota significativa di operatori.
«I risultati dell’Osservatorio Turismo 2025 confermano la vitalità e la capacità di adattamento delle imprese del settore turistico italiano, un comparto strategico per l’economia nazionale», dichiara Eliana Chessa, responsabile Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione che ha condotto l’indagine. «Le evidenze dello studio realizzato insieme a Banco di Sardegna e Banca Popolare di Sondrio rappresentano un prezioso indicatore per indirizzare sempre meglio il nostro supporto al settore, accompagnando gli operatori nei propri percorsi di crescita, innovazione e sostenibilità».
Un quadro che, con Milano e la Lombardia in prima linea, conferma il turismo come leva strategica di sviluppo economico e territoriale per l’intero Paese.
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