Nella mattinata di oggi, a Milano, migliaia di agricoltori e allevatori lombardi hanno manifestato sotto la sede della Regione Lombardia per chiedere interventi concreti a sostegno del settore primario. La mobilitazione, promossa da Coldiretti, ha portato nel capoluogo operatori agricoli provenienti da tutte le province della regione con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni su alcune delle principali criticità che interessano le aziende agricole.
Dalla burocrazia ai prezzi delle produzioni, dalla concorrenza delle importazioni estere alla gestione della fauna selvatica, fino alla tutela del suolo agricolo: sono molti i temi posti al centro della manifestazione, organizzata in un momento di particolare incertezza per il comparto.
Le ragioni della protesta degli agricoltori lombardi
A guidare la protesta sono stati il presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli e il direttore regionale Giovanni Benedetti. Secondo l’organizzazione agricola, il settore sta affrontando una fase complessa aggravata anche dalle tensioni internazionali.
«Una manifestazione resa ancora più urgente dalla crisi mediorientale che, oltre a rappresentare un dramma umano, porta con sé l’incubo di un nuovo shock energetico», ha spiegato il presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli.
Il conflitto in Medio Oriente, sottolinea l’organizzazione, rischia infatti di replicare gli effetti già osservati con la guerra in Ucraina, con un nuovo aumento dei costi di produzione per le imprese agricole. Negli ultimi quattro anni alcuni fattori produttivi hanno registrato incrementi significativi, tra cui i fertilizzanti con un aumento del 49% e l’energia con un incremento del 66%.
Gasolio agricolo e timori di nuove speculazioni
Tra i segnali più immediati di questa nuova fase di instabilità c’è l’aumento del prezzo del gasolio agricolo. Secondo Coldiretti, in pochi giorni il carburante ha registrato rincari tra i 40 e i 45 centesimi al litro proprio nel momento della ripresa delle attività nei campi.
Per questo motivo l’organizzazione ha presentato a livello nazionale un esposto alla Procura chiedendo verifiche su eventuali manovre speculative legate ai prezzi dei carburanti.
La questione dei prezzi riguarda anche le principali produzioni agricole del territorio lombardo. Alessandro Rota, presidente di Coldiretti Milano, Lodi e Monza Brianza, ha evidenziato la difficoltà delle imprese nel sostenere costi sempre più elevati a fronte di compensi considerati insufficienti.
«C’è un evidente problema di prezzi che investe tutte le nostre principali produzioni agricole. Non si può andare avanti così, le aziende rischiano la sopravvivenza», ha dichiarato Rota.
Il presidente ha poi richiamato l’attenzione sul comparto lattiero-caseario, uno dei pilastri dell’agricoltura lombarda. «Per quanto riguarda il latte la discussione è accesa a ogni livello, occorre intervenire urgentemente invocando la corresponsabilità di tutti gli attori della filiera perché l’attuale mercato è ormai un vero e proprio gioco al massacro», ha aggiunto.
Il nodo della peste suina africana e gli indennizzi alle aziende
Tra le richieste avanzate dagli agricoltori anche interventi urgenti sugli indennizzi legati alla peste suina africana, malattia che negli ultimi anni ha colpito il sistema suinicolo italiano e in particolare alcune aree del Nord.
«Serve una risposta urgente sul tema degli indennizzi indiretti a copertura dei danni subiti dalle aziende del territorio che hanno fatto da scudo a tutto il sistema suinicolo lombardo», ha affermato Rota.
La Lombardia rappresenta una delle principali aree di allevamento suinicolo del Paese e le aziende locali hanno dovuto affrontare restrizioni e difficoltà operative legate alle misure di contenimento della malattia.
Importazioni dall’estero e tutela del made in Italy
Un altro tema centrale della mobilitazione riguarda la concorrenza delle importazioni agricole provenienti dall’estero. Secondo Coldiretti, l’ingresso sul mercato di prodotti coltivati con sostanze vietate nell’Unione europea rischia di penalizzare le imprese locali.
L’organizzazione agricola chiede in particolare l’abolizione della regola dell’origine legata al codice doganale che consente di considerare italiano un prodotto trasformato nel Paese anche se la materia prima proviene dall’estero.
«Le stesse regole che seguono le nostre imprese agricole devono essere rispettate da chi vuole vendere i propri prodotti da noi», ha sottolineato Comincioli. «Al tempo stesso i consumatori hanno il diritto di sapere da dove proviene il cibo che portano sulle proprie tavole e pertanto bisogna dare piena attuazione alla trasparenza totale con l’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti».
Secondo Coldiretti, le importazioni esercitano anche una pressione al ribasso sui prezzi riconosciuti agli agricoltori in diversi comparti, tra cui riso, mais, latte e suini.
Clima, fauna selvatica e tutela delle aree montane
Tra le criticità segnalate durante la manifestazione anche gli effetti del cambiamento climatico. Negli ultimi anni eventi meteorologici estremi come siccità e alluvioni hanno provocato danni rilevanti alle aziende agricole.
Coldiretti stima che negli ultimi quattro anni l’agricoltura italiana abbia subito perdite superiori ai 20 miliardi di euro. Per questo l’organizzazione chiede un rafforzamento delle polizze assicurative agevolate a tutela delle imprese.
Ulteriori difficoltà derivano dalla diffusione incontrollata della fauna selvatica, responsabile di danni ai raccolti, agli allevamenti e alla sicurezza stradale. In alcune aree montane, spiegano gli agricoltori, la situazione sta diventando insostenibile.
La tutela delle aziende agricole di montagna è stata indicata come una priorità anche per il ruolo che queste attività svolgono nel presidio del territorio e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
Burocrazia e consumo di suolo tra le criticità segnalate
Nel corso della protesta è stata sollevata anche la questione della burocrazia che, secondo Coldiretti, sottrae alle aziende agricole circa cento giornate di lavoro all’anno a causa di procedure amministrative complesse e controlli ripetuti da parte di enti diversi.
«Pratiche complicate, bandi lontani dalla realtà delle nostre imprese e controlli duplicati sono un macigno sul nostro operato quotidiano», spiegano dall’organizzazione, che chiede una semplificazione amministrativa, la piena operatività del SuperCAA e l’attuazione del Registro Unico dei Controlli.
Infine gli agricoltori hanno richiamato l’attenzione sulla difesa della terra fertile e sulla necessità di contenere il consumo di suolo, tema particolarmente rilevante in Lombardia. Secondo Coldiretti cresce infatti il numero di richieste per la realizzazione di grandi impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli.
«Come Coldiretti non ci siamo mai opposti alle agroenergie», ha concluso Comincioli. «Ma sosteniamo da sempre un modello di transizione energetica che vede le imprese agricole protagoniste attraverso gli impianti solari sui tetti, le comunità energetiche e l’agrivoltaico avanzato sostenibile».
La manifestazione si è conclusa con un flash mob organizzato dai giovani di Coldiretti, che in piazza hanno allestito una grande scacchiera simbolica per rappresentare le minacce che gravano sul settore agricolo. Su ogni casella sono stati deposti prodotti dei campi, strumenti di lavoro e simboli dell’attività agricola, a indicare la necessità di difendere un comparto considerato strategico per l’economia e il territorio lombardo.
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