Torna per la sua terza edizione “Cuori all’unisono”, il concerto benefico promosso da Mission Bambini a sostegno di Cuore di bimbi, il programma che da vent’anni garantisce cure cardiologiche e cardiochirurgiche a bambini e bambine nati in contesti dove un intervento salvavita spesso non è disponibile.
L’appuntamento è fissato per sabato 20 dicembre alle ore 20.00, all’Auditorium di Milano – Largo Mahler.
Sul palco saliranno le Orchestre Sinfoniche Kids e Junior di Milano, che riuniscono giovani musicisti dai 9 ai 19 anni, insieme al Coro di Voci Bianche e al Coro I Giovani di Milano, per una serata che unisce musica e solidarietà.
Un grande concerto tra musica sinfonica e canti natalizi
Il programma musicale propone grandi classici del repertorio sinfonico, con brani di Anderson, Ponchielli, Čajkovskij, Rimskij-Korsakov e Offenbach, eseguiti dalle Orchestre Kids e Junior.
Il Coro di Voci Bianche e I Giovani di Milano, composto da circa 50 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 23 anni, interpreterà invece celebri motivi della tradizione natalizia, tra cui “Merry Christmas, Merry Christmas”, “Il est né, le Divin Enfant” e “Carol of the Bells”.
A dirigere musicisti e cantanti saranno Pilar Bravo, Marcello Corti, Arianna Lodi e Maria Teresa Tramontin, rispettivamente direttori dell’Orchestra Kids, dell’Orchestra Junior, del Coro di Voci Bianche e del Coro I Giovani di Milano.
Il significato solidale della serata
Il concerto sostiene le attività di Mission Bambini nei Paesi in cui nascere con una cardiopatia congenita significa spesso non avere accesso a cure adeguate. In molti contesti mancano cardiochirurghi pediatrici, terapie intensive e strumentazioni essenziali per affrontare interventi complessi in sicurezza.
Partecipare al concerto significa contribuire concretamente a offrire una possibilità di cura a bambini che, senza un intervento, non avrebbero alternative.
Il programma “Cuore di bimbi” di Mission Bambini
Le cardiopatie congenite rappresentano una delle anomalie più diffuse al mondo: ogni anno oltre un milione di bambini nasce con un difetto cardiaco. Nei Paesi a basso reddito, però, la possibilità di diagnosi e intervento resta estremamente limitata.
Dal 2005 il programma Cuore di bimbi lavora per colmare questo divario, portando équipe specializzate negli ospedali partner, operando i casi più gravi, formando il personale sanitario locale e supportando le strutture con attrezzature e protocolli clinici.
In vent’anni di attività sono stati operati oltre 2.800 bambini, effettuate più di 34.000 visite mediche e formati oltre 600 operatori sanitari, generando un impatto duraturo sui sistemi sanitari dei Paesi coinvolti.
Casa Cuore di bimbi: accoglienza e supporto alle famiglie
Il concerto contribuirà anche allo sviluppo di Casa Cuore di bimbi, lo spazio che Mission Bambini sta realizzando all’interno dell’Ospedale Niguarda di Milano per accogliere gratuitamente le famiglie dei bambini cardiopatici operati in Italia.
La struttura offrirà camere, aree comuni, mediazione culturale e supporto psicologico, aiutando le famiglie – spesso provenienti da altre regioni o da altri Paesi – ad affrontare con maggiore serenità un percorso di cura complesso.
«Quest’anno abbiamo realizzato undici missioni, non solo operatorie e di screening, ma anche di formazione dei medici e operatori locali. Le ultime due, proprio poche settimane fa, ci hanno portato in Uzbekistan e Nepal. Non vogliamo fermarci e abbiamo già programmato nuove missioni nei primi mesi del 2026», sottolinea Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini.
«Il nostro lavoro arriva in luoghi lontanissimi, ma resta profondamente radicato a Milano, non solo perché la Fondazione è nata qui e qui ha la sua sede, ma anche perché proprio a Milano stiamo costruendo Casa Cuore di bimbi, all’interno dell’Ospedale Niguarda. È un progetto che sentiamo particolarmente vicino: permetterà alle famiglie dei bambini operati al cuore, spesso arrivate da molto lontano, di affrontare un periodo delicato con maggiore serenità. “Cuori all’unisono” è un’occasione concreta per sostenere tutto questo: la partecipazione alla serata si trasforma in possibilità di cura e in futuro per bambini che oggi non avrebbero alternative», ha poi concluso Oltolini.
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