Dal palco del TEDx Countdown di Verona, Unexpected Italy, startup traveltech premiata anche in ambito ONU, propone una riflessione netta sul futuro del turismo: l’Intelligenza Artificiale da sola non basta.
A lanciare il messaggio è la fondatrice Elisabetta Faggiana, che individua nel 2026 un anno spartiacque per il settore e introduce il concetto di “algoritmo umano” come risposta concreta all’overtourism.
AI e overtourism: un binomio da ripensare
Nel dibattito pubblico del 2025, intelligenza artificiale e sovraffollamento turistico sono diventati temi centrali. Secondo Faggiana, però, affidare all’AI la gestione dei flussi senza correggere i dati di partenza rischia di amplificare le distorsioni esistenti. Se gli algoritmi apprendono da anni di promozione concentrata su poche mete iconiche, finiscono per rafforzare gli stessi squilibri che dovrebbero risolvere.
Il peso delle scelte individuali
Al centro dello speech c’è una consapevolezza maturata sul campo: ogni scelta di viaggio incide sui territori. Dove dormiamo, cosa mangiamo, cosa acquistiamo contribuisce a modellare città e comunità locali. Decisioni individuali che, sommate, favoriscono spesso la scomparsa di botteghe storiche e attività artigianali, sostituite da offerte standardizzate pensate solo per il consumo turistico.
I numeri di una crisi strutturale
I dati richiamati durante l’intervento delineano un quadro critico. Il turismo è responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di gas serra. Una sola nave da crociera può produrre in un giorno polveri sottili pari a quelle di un milione di automobili e contribuire fino al 25% dei rifiuti marini. Sul piano urbano, il rapporto turisti-residenti raggiunge livelli allarmanti: 25 a Firenze, 47 a Venezia, 69 a Bolzano, segno di città sempre più sbilanciate.
L’Italia come una biblioteca
Il momento più evocativo del talk arriva con una metafora: l’Italia come una grande biblioteca. In basso, i “libri” più letti e consumati; più in alto, storie meno note ma intatte. Il gesto simbolico di strappare una pagina da un libro intitolato “Italia” diventa un invito a scegliere consapevolmente, andando oltre le mete inflazionate e rispettando la fragilità dei luoghi.
Cos’è l’“algoritmo umano”
Da qui nasce la proposta di Unexpected Italy: un modello che unisce tecnologia e conoscenza verificata. Da un lato, un software di screening che valuta le realtà locali in base a impatto sociale, ambientale, identità e qualità dell’ospitalità; dall’altro, una rete di professionisti ed esperti del territorio che segnalano luoghi sulla base di competenze reali. L’AI entra in gioco solo dopo, per costruire itinerari personalizzati su dati affidabili, senza spostare masse ma accompagnando le persone giuste nei luoghi giusti.
Un progetto nato sul territorio
Fondata da Elisabetta Faggiana insieme a Savio Losito, Unexpected Italy è una piattaforma che mira a far vivere ai viaggiatori esperienze autentiche, “da locali”. Dopo aver mappato 12 aree italiane – da Milano a Matera, da Genova a Venezia – la startup continua a crescere, con nuove guide in arrivo e un’attenzione internazionale testimoniata anche dalla partecipazione a forum ONU contro l’overtourism.
La sfida per il 2026
Il messaggio che arriva da Verona è chiaro: la tecnologia è uno strumento, non una soluzione automatica. Senza etica, competenza e responsabilità umana, l’AI rischia di ottimizzare un sistema già fragile. L’“algoritmo umano” proposto da Unexpected Italy punta invece a un turismo più equilibrato, capace di tutelare territori e comunità, trasformando il viaggio in un atto consapevole e sostenibile.
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