Il tema dei prezzi dei carburanti resta centrale per consumatori e imprese, dopo l’aumento registrato nelle ultime settimane. Secondo i dati richiamati da Codici e riferiti all’Osservatorio Prezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella rilevazione del 27 settembre 2026 la benzina self-service raggiunge una media di 2,159 euro al litro sulla rete ordinaria e di 2,254 euro in autostrada.
Per il gasolio i valori medi sono rispettivamente di 2,377 euro al litro sulla rete ordinaria e di 2,459 euro in autostrada. In questo scenario, Eni ha annunciato un price cap in vigore dal 28 settembre, fissando il prezzo massimo a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il gasolio.
Secondo quanto riferito dalla stessa società, il limite comporta una riduzione di circa 17 centesimi rispetto ai valori medi considerati. Per Codici si tratta di un intervento che può offrire un sollievo immediato alle famiglie e ai lavoratori, ma che non risolve le prospettive legate all’andamento del mercato petrolifero.
Una misura temporanea
Il price cap avrà inizialmente una durata di 30 giorni, con la possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’evoluzione del mercato e degli approvvigionamenti. L’associazione sottolinea inoltre che il meccanismo sarà rivisto nel caso di un aumento delle imposte.
«Il quadro attuale è noto», dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. Il riferimento è anche alle misure adottate negli ultimi mesi per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi, comprese le riduzioni delle accise.
Secondo quanto riportato da Codici, queste misure avrebbero comportato per l’erario un costo compreso tra 2,3 e quasi 3 miliardi di euro negli ultimi sei mesi. L’associazione richiama inoltre le valutazioni di diversi analisti sulle accise mobili, il cui effetto sui prezzi alla pompa sarebbe nell’ordine di pochi centesimi al litro e non immediato.
Per Codici, quindi, il tema riguarda anche la sostenibilità delle misure nel tempo e la necessità di individuare strumenti che possano garantire maggiore stabilità a consumatori e imprese.
Le previsioni sul prezzo del petrolio
Le prospettive internazionali indicano un possibile miglioramento dei prezzi nel medio periodo, ma senza un ritorno immediato ai livelli precedenti. L’EIA statunitense stima il prezzo del Brent intorno ai 90 dollari al barile nella seconda metà del 2026 e una successiva discesa, con una media prevista di 74 dollari nel 2027.
Lo scenario dell’EIA considera anche l’ipotesi che la produzione mediorientale rimanga al di sotto dei livelli precedenti al conflitto fino al secondo trimestre del 2027.
Anche l’Agenzia internazionale dell’energia prevede un recupero delle forniture nel 2027, accompagnato da una ripresa della domanda stimata in 2,6 milioni di barili al giorno. Nel maggio 2026 la stessa Agenzia aveva inoltre stimato che la ricostituzione delle scorte avrebbe richiesto circa un milione di barili al giorno aggiuntivi per un periodo di tre anni.
Codici chiede una strategia di lungo periodo
Secondo Codici, le previsioni internazionali mostrano la possibilità di una graduale normalizzazione, ma anche la permanenza di elementi di incertezza. L’associazione richiama inoltre la forte variabilità delle stime sul prezzo finale dei carburanti e la necessità di evitare che famiglie e categorie maggiormente esposte debbano affrontare nuovamente aumenti significativi senza strumenti di protezione.
«Queste previsioni ci dicono che la direzione è quella giusta, ma che il petrolio non tornerà a buon mercato dall’oggi al domani e che le stime cambiano ogni mese», osserva Giacomelli.
Il Segretario Nazionale di Codici richiama anche alcuni scenari elaborati dagli esperti, che prospettano valori molto differenti per il prezzo alla pompa, da 1,60-1,70 euro al litro fino a 3 euro in un quadro considerato estremo.
«Non vogliamo creare allarmismi, ma prepararci. Anche per questo servono regole chiare e stabili», sottolinea Giacomelli.
L’associazione chiede quindi di affiancare alle misure immediate una strategia destinata al medio e lungo periodo, con interventi mirati per le famiglie e le categorie maggiormente esposte agli aumenti e con un monitoraggio costante dell’andamento dei prezzi.
«C’è bisogno di costruire soluzioni per il futuro. La benzina sotto i 2 euro al litro è un primo passo. Adesso serve una strategia che tenga conto anche delle previsioni dei principali osservatori internazionali», conclude Giacomelli.
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