Regione Lombardia mette a disposizione complessivamente 12 milioni di euro per la Città Metropolitana di Milano e le Province lombarde, attraverso le risorse derivanti dai canoni demaniali per l’utilizzo delle acque pubbliche.
La decisione è stata assunta dalla Giunta regionale su proposta di Massimo Sertori, assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica. Le somme, relative all’anno 2025, saranno trasferite agli enti entro la fine di novembre 2026.
Le risorse per le funzioni sulle piccole derivazioni
Il trasferimento rientra nel percorso avviato dalla Lombardia con la legge regionale 10 del 29 giugno 2009, che ha previsto l’attribuzione alle Province di una quota degli introiti derivanti dai canoni per l’uso delle acque pubbliche.
«Con la legge regionale 10 del 29 giugno 2009, Regione Lombardia prosegue sulla strada del federalismo idrico e ha previsto di trasferire alle Province una quota parte degli introiti derivanti dai canoni demaniali per l’uso delle acque quale corrispettivo per l’esercizio delle funzioni tecnico-amministrative in materia di piccole derivazioni il cui esercizio è stato attribuito agli enti territoriali dal 2002», spiega Sertori.
Le risorse potranno essere utilizzate dagli enti per il funzionamento delle amministrazioni provinciali fino a una quota massima del 50%. La parte restante dovrà invece contribuire al finanziamento di misure e interventi destinati al miglioramento e alla riqualificazione ambientale dei territori interessati e delle relative risorse idriche.
Il riparto tra le Province
La distribuzione dei fondi tra le diverse Province lombarde, con l’eccezione di Sondrio che segue una disciplina specifica, viene effettuata sulla base di parametri territoriali e amministrativi.
Il calcolo considera la superficie territoriale per il 17,5%, la popolazione residente per il 12,5%, il numero delle pratiche relative alle piccole derivazioni per il 40% e i canoni attesi per le piccole derivazioni per il restante 30%.
Secondo Regione Lombardia, i criteri sono stati definiti attraverso un confronto con l’Unione delle Province Lombarde (Upl), con l’obiettivo di adottare parametri oggettivi per la distribuzione delle risorse.
Il finanziamento delle funzioni regionali
Lo stanziamento da 12 milioni di euro si inserisce inoltre nelle intese tra le Province, l’Upl e la Città Metropolitana di Milano per l’esercizio delle funzioni regionali confermate nel triennio 2024-2026 dalla legge regionale 32/2015.
«La somma stanziata soddisfa i contenuti delle intese Province-Upl e Città Metropolitana di Milano per l’esercizio delle funzioni regionali confermate, come è stato definito dalla legge regionale 32/2015 – triennio 2024-2026», sottolinea Sertori.
L’assessore evidenzia infine il ruolo degli enti territoriali nella gestione delle funzioni amministrative più vicine ai cittadini. «Il provvedimento attua la previsione legislativa regionale che valorizza gli enti locali come amministrazioni che esercitano le funzioni amministrative attuando la sussidiarietà verso i livelli istituzionali più vicini ai territori», conclude Sertori.
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