Il Lago di Comabbio ha ospitato due giornate di confronto internazionale dedicate al canottaggio giovanile con l’European Regions Trophy, manifestazione che ha riunito cinque rappresentative europee e numerosi atleti Under 19, con la partecipazione anche di alcuni Under 17. A fare da cornice all’evento è stata la Canottieri Corgeno, che ha accolto le delegazioni provenienti da Bydgoszcz per la Polonia, Berlino per la Germania, Rowing Federation of the Upper Lake Zurich per la Svizzera, Lombardia e Liguria per l’Italia.
La rappresentativa lombarda ha partecipato con 16 atleti provenienti da diverse società del territorio. Sono scesi in acqua Carolina Cassani e Letizia Martorana della Lario, Neve Aroldi, Aurora Gerosa e Alizee Ribolzi della Corgeno, Leonida Altair Arra e Andrea Consonni della Varese, Gianmarco Rucher della Menaggio, Nicolò Polti della Pescate, Jacopo Demolli della Milano, Amedeo Ponzini della Bellagina, Matteo Miglioli della Bissolati, Pietro Gozzi e Angelo Canali della Lario, Angelica Riva della Monate ed Emma Caratozzolo della Baldesio.
Una storia nata cinquant’anni fa
L’European Regions Trophy affonda le proprie origini in un’esperienza internazionale iniziata circa cinquant’anni fa. A raccontarne la storia è Harry Bruhin, vicepresidente della ROZ, Ruderverband Oberer Zürichsee – Rowing Federation of the Upper Lake Zurich, tra gli organizzatori dell’appuntamento.
«La manifestazione ha radici lontane. Tutto è cominciato circa cinquant’anni fa, quando alcuni canottieri tedeschi arrivarono in Svizzera per dei training camp. Lì incontrarono gli atleti svizzeri e nacque l’idea di iniziare a gareggiare insieme», racconta Bruhin.
In una prima fase il confronto coinvolgeva soprattutto Germania e Svizzera. Successivamente si aggiunse una rappresentativa danese e per diversi anni la competizione venne organizzata a rotazione nei Paesi coinvolti.
La formula si è poi evoluta fino ad arrivare all’attuale configurazione internazionale. «La manifestazione sta crescendo e questo la rende sempre più interessante. In futuro sarebbe bello coinvolgere anche un’altra rappresentativa, magari la Toscana: abbiamo sei corsie e arrivare a sei partecipanti permetterebbe a ciascuno di avere la propria», spiega Bruhin.
Il Lago di Comabbio al centro dell’evento
La scelta di Corgeno ha incontrato il favore degli organizzatori svizzeri. Bruhin aveva già visitato il Lago di Comabbio all’inizio dell’estate, lavorando insieme al Comitato Lombardia alla preparazione dell’evento.
«È un paradiso. È davvero bellissimo: l’acqua è perfetta, c’è un’ottima visuale e, pur essendo un lago piccolo, ci sono gli spazi necessari per organizzare bene le squadre», sottolinea il vicepresidente della federazione dell’Alto Lago di Zurigo.
Per il territorio, la manifestazione ha rappresentato quindi anche un’occasione di apertura internazionale, portando a Corgeno giovani atleti e accompagnatori provenienti da diverse realtà remiere europee.
Un’opportunità per i giovani che non arrivano in Nazionale
Il significato del Trofeo va però oltre il risultato sportivo delle singole gare. Per la federazione svizzera, l’appuntamento rappresenta soprattutto un’occasione per consentire a giovani atleti che si allenano con continuità di vivere un’esperienza internazionale, anche quando non riescono a entrare nella squadra nazionale.
«Abbiamo molti giovani forti e preparati, ma non tutti possono arrivare alla Nazionale. Si allenano ogni giorno e vogliamo dare loro qualcosa in cambio di questo impegno: la possibilità di andare in un altro Paese e partecipare a una competizione internazionale», spiega Bruhin.
Il confronto permette inoltre agli atleti di conoscere modelli sportivi differenti. Le metodologie di allenamento, osserva Bruhin, tendono ormai a essere sempre più simili grazie alla condivisione delle conoscenze tra tecnici e federazioni. A fare la differenza sono soprattutto le dimensioni dei movimenti sportivi e il contesto nel quale gli atleti crescono.
Berlino, per esempio, può contare su un numero elevato di società e su un bacino di praticanti più ampio rispetto alla Svizzera, con maggiori possibilità di selezione. Per i giovani elvetici, invece, una delle principali difficoltà riguarda la conciliazione tra attività agonistica, studio e formazione professionale.
«A 18 o 19 anni arriva il momento in cui molti devono decidere quanto continuare a investire nello sport e quanto concentrarsi sulla propria professione. In Svizzera il lavoro e la formazione hanno un peso molto importante», osserva Bruhin.
A incidere sulle scelte dei giovani sono anche il servizio militare e i costi legati alla pratica agonistica. Il canottaggio richiede infatti un impegno significativo, mentre le opportunità di trasformare l’attività sportiva in una carriera professionistica restano limitate.
Le barche diventano un punto d’incontro
Lo spirito internazionale dell’European Regions Trophy è emerso soprattutto nelle gare conclusive del programma. Otto, quattro di coppia e doppio sono stati infatti composti mescolando gli atleti delle diverse rappresentative.
Ragazzi e ragazze provenienti da Paesi e società differenti si sono così ritrovati sulle stesse imbarcazioni, condividendo la gara al di là delle rispettive appartenenze sportive. Le ultime prove hanno trasformato il Lago di Comabbio in un punto d’incontro tra lingue, colori e tradizioni remiere diverse.
È anche attraverso questa formula che l’European Regions Trophy conserva il legame con la propria storia: una manifestazione nata dall’incontro tra giovani canottieri di Paesi differenti e oggi diventata un appuntamento internazionale dedicato soprattutto alla crescita sportiva e personale delle nuove generazioni.
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