L’intelligenza artificiale è sempre più centrale nelle strategie del settore bancario, tra investimenti tecnologici, trasformazione dei processi e nuove esigenze dei clienti. È stato questo uno dei temi al centro della 19ª edizione di Forum Banca, organizzata da IKN Italy il 6 ottobre al Superstudio Più di Milano.
Secondo le stime Bloomberg e UBS, gli investimenti globali in conto capitale nell’intelligenza artificiale potrebbero raggiungere i 900 miliardi di dollari nel 2026, rispetto ai 488 miliardi del 2025, per arrivare a 1.200 miliardi nel 2027. La crescita degli investimenti in AI, semiconduttori e data center si inserisce in uno scenario economico caratterizzato anche dall’aumento del debito pubblico, dalla maggiore domanda di capitali e dalle tensioni geopolitiche.
Dall’intelligenza artificiale alla trasformazione delle banche
Ad aprire i lavori è stato Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy, con un’analisi delle principali dinamiche che stanno influenzando crescita e mercati. Le valutazioni azionarie, secondo il quadro presentato, risultano elevate ma non estreme e continuano a essere sostenute dall’espansione degli utili a un numero crescente di settori.
Il tema dell’intelligenza artificiale è stato quindi affrontato nella plenaria di apertura, moderata da Sebastiano Barisoni, Vicedirettore Esecutivo di Radio 24 – Il Sole 24 ORE. Il confronto ha riguardato soprattutto il rapporto tra automazione e competenze umane, con una domanda centrale: quali attività possono essere affidate agli algoritmi e quali richiedono invece il giudizio delle persone?
Alessandro Barardi, Chief AI Officer di UniCredit, Marco Ditta, Group Head Data & Artificial Intelligence Officer di Intesa Sanpaolo, Adolfo Pellegrino, Chief Innovation Officer di Banco BPM Group, e Andrea Tessera, Managing Director della Direzione Digital Banking di Banca Sella, hanno discusso delle applicazioni dell’AI nel lavoro del consulente e nei processi bancari.
Il confronto ha posto l’accento anche sulla responsabilità delle decisioni e sulla formazione delle nuove generazioni. Conoscenza dell’organizzazione, competenze tecnologiche e capacità critica diventano infatti elementi necessari per utilizzare l’intelligenza artificiale senza delegare completamente alla tecnologia le scelte più delicate.
Produttività e qualità dei processi
Un secondo filone di discussione ha riguardato la produttività e la capacità delle banche di trasformare gli investimenti tecnologici in risultati concreti. Stefano Chiarlone, Head of Finance Italy di UniCredit, Alessandro Decio, amministratore delegato di IBL Banca, e Roberto Nicastro, presidente e cofondatore di Banca AideXa, hanno approfondito il tema insieme ai contributi di Namirial, Euronovate Group e Stripe.
La qualità dei dati, la revisione dei processi e la misurazione dei risultati rappresentano, secondo il confronto emerso a Forum Banca, condizioni essenziali per valutare l’effettivo valore dell’innovazione. La tecnologia può aumentare l’efficienza, ma il presidio umano rimane centrale soprattutto nella gestione delle situazioni più complesse.
Wealth management, l’AI a supporto della consulenza
L’intelligenza artificiale sta modificando anche il rapporto tra banche, consulenti e clienti nel settore del wealth management. La sessione dedicata alla competizione per il cliente private nell’era delle piattaforme è stata moderata da Pier Emilio Gadda, direttore e founder di The Signal Media.
Alberto Lionello Martini, Head of Wealth Management di Banca Mediolanum, Renato Miraglia, Head of Wealth Management & Private Banking Italy di UniCredit, e Gianluca Serafini, Condirettore Generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, hanno discusso del ruolo dell’AI nel lavoro del banker.
L’obiettivo non è soltanto aumentare la quantità di informazioni disponibili, ma utilizzare la tecnologia per costruire una consulenza più aderente alle esigenze del cliente, ai suoi obiettivi e alle diverse fasi della vita. Il tempo liberato dall’automazione può essere così destinato alla relazione, all’interpretazione dei dati e alla gestione della complessità patrimoniale.
Il tema è stato approfondito anche nel percorso «Personalized Wealth Management for High-net-worth», con contributi dedicati alla possibilità di ampliare la capacità di servizio mantenendo elevati livelli di personalizzazione. Il confronto ha toccato inoltre asset digitali, trading e custodia.
Pagamenti, sicurezza e servizi digitali
Gli altri percorsi di Forum Banca hanno affrontato le applicazioni dell’intelligenza artificiale nei processi operativi e di controllo, nella gestione dei crediti deteriorati e nell’automazione delle attività.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla customer experience e al digital banking, con particolare attenzione alla personalizzazione dei servizi e all’integrazione dei diversi canali. Tra gli argomenti affrontati anche cybersecurity, resilienza alle minacce quantistiche, pagamenti, euro digitale, identità digitale, antiriciclaggio, compliance e gestione del rischio.
Sul Banking Innovation Stage, il confronto si è esteso a esperienze internazionali legate all’accesso digitale ai private market, all’impiego dell’AI nel reporting ESG e alla prevenzione delle frodi.
Trustpilot: solo il 7% si affiderebbe a un consiglio finanziario dell’AI
La diffusione dell’intelligenza artificiale non elimina però il tema della fiducia. Christian Jan Jaures Setti, Head of Enterprise di Trustpilot, ha presentato una ricerca realizzata da RWB – Research Without Barriers su un campione di 1.011 adulti italiani.
Secondo l’indagine, il 13% degli intervistati utilizza strumenti di AI per informarsi su banche e risparmio, mentre il 33% si rivolge a un consulente finanziario e il 24% consulta recensioni online. Di fronte a un servizio finanziario o a un consulente suggerito dall’intelligenza artificiale, il 30% degli italiani leggerebbe le recensioni e il 29% cercherebbe conferme sul sito della banca.
Solo il 7% si affiderebbe invece direttamente al consiglio ricevuto dall’AI. I dati evidenziano quindi come reputazione, verifica delle informazioni e presenza di un riferimento umano continuino a incidere sulle decisioni finanziarie anche quando il primo contatto avviene attraverso strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Ipsos Doxa: per il 62% degli italiani l’AI cambierà profondamente la propria vita
La percezione dell’intelligenza artificiale è stata analizzata anche nella plenaria conclusiva da Simone Pizzoglio e Serena Bergonzi di Ipsos Doxa. Il 46% degli italiani dichiara che prodotti e servizi basati sull’AI hanno già cambiato profondamente la propria vita negli ultimi tre-cinque anni. Il dato internazionale raggiunge il 54%.
Le aspettative per il futuro sono ancora più elevate. Nei prossimi tre-cinque anni, il 62% degli italiani ritiene che prodotti e servizi basati sull’intelligenza artificiale cambieranno profondamente la propria vita, contro il 66% del campione internazionale.
La ricerca individua tre elementi per rafforzare la fiducia nell’AI: comunicare con chiarezza i benefici concreti, mantenere una connessione umana e permettere agli utenti di scegliere come utilizzare la tecnologia.
Forum Banca torna a Milano nel 2027
La prossima edizione sarà la ventesima di Forum Banca. «Da questa edizione emerge una sfida concreta: trasformare le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale in servizi migliori, valorizzando le competenze delle persone e la fiducia dei clienti», ha dichiarato Francesca Cattoglio, Owner di IKN Italy.
«Forum Banca continuerà a offrire uno spazio di confronto su queste scelte, coinvolgendo chi guida il cambiamento nel settore. L’appuntamento è al 2027 con la ventesima edizione, un traguardo che vogliamo costruire insieme alla nostra community», ha concluso Cattoglio.
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