Il caro carburante e il sistema delle tariffe aeroportuali sono stati al centro del confronto sul futuro del trasporto aereo italiano ospitato dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Aeroitalia ha portato al convegno «Il trasporto aereo in Italia. Verso gli Stati Generali» la richiesta di interventi capaci di sostenere la competitività delle compagnie senza trasferire integralmente l’aumento dei costi sui passeggeri.
L’incontro è stato organizzato dal Centro Studi in Economia e Regolazione dei Servizi, dell’Industria e del Settore Pubblico (CESISP) e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle autorità di regolazione, degli aeroporti e delle compagnie aeree. Per Aeroitalia sono intervenuti l’amministratore delegato Gaetano Intrieri e il chief commercial officer Massimo Di Perna.
Il peso del caro carburante sui vettori
Durante il confronto, Intrieri ha evidenziato l’impatto crescente dei costi energetici sui conti delle compagnie aeree. L’aumento e la volatilità del prezzo del jet fuel rappresentano infatti un elemento di pressione sulla sostenibilità economica dei vettori, in una fase nella quale le imprese devono continuare a garantire collegamenti e investimenti.
«Il caro carburante rappresenta oggi una pressione crescente sui conti dei vettori e rischia di incidere sempre di più sulla sostenibilità economica del trasporto aereo», sottolinea Intrieri.
Secondo l’amministratore delegato di Aeroitalia, l’efficienza operativa resta uno strumento necessario, ma non è sufficiente per compensare gli effetti della volatilità dei prezzi dell’energia. L’ottimizzazione delle rotte, dei carichi e dei tempi di utilizzo degli aeromobili può contribuire a contenere i costi, ma non elimina l’esposizione delle compagnie alle oscillazioni del mercato.
«Servono misure concrete e un quadro europeo più stabile, che favorisca approvvigionamenti regolari e limiti gli effetti delle tensioni sul mercato del jet fuel», aggiunge Intrieri.
La tutela dei collegamenti senza aumentare il peso sui passeggeri
La richiesta di Aeroitalia riguarda anche la necessità di mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica delle compagnie e accessibilità del trasporto aereo. L’aumento dei costi, secondo la posizione espressa dall’azienda, non dovrebbe tradursi automaticamente in un incremento delle tariffe a carico dei passeggeri.
«Aeroitalia è un’azienda profittevole e la nostra priorità è preservare questo equilibrio garantendo, al tempo stesso, continuità operativa e collegamenti su tutto il territorio nazionale», afferma Intrieri.
Il tema assume una particolare rilevanza anche per i collegamenti che interessano il territorio italiano e, più in generale, per la capacità del sistema aeroportuale di mantenere una rete di connessioni stabile. Per Aeroitalia, politiche di sostegno e maggiore prevedibilità del quadro europeo possono contribuire a evitare che la crescita dei costi finisca per incidere sulla competitività delle compagnie e sulla capacità di investimento.
La proposta sul sistema delle tariffe aeroportuali
Alla questione del carburante si aggiunge quella delle tariffe aeroportuali. Di Perna ha posto l’attenzione sulla necessità di rivedere l’attuale sistema, proponendo un aggiornamento della normativa europea e l’applicazione anche in Italia del modello del «single till».
Il principio prevede che, nella determinazione delle tariffe aeroportuali, vengano considerati sia i ricavi derivanti dalle attività aeronautiche sia quelli prodotti dalle attività non aeronautiche. Secondo Aeroitalia, una simile impostazione potrebbe contribuire a una distribuzione più equilibrata dei margini tra i diversi soggetti che compongono la filiera del trasporto aereo.
«L’obiettivo deve essere quello di favorire una distribuzione più equilibrata dei margini lungo tutta la filiera, considerando che le compagnie aeree sostengono una quota significativa dei rischi del settore», afferma Di Perna.
Il confronto tra compagnie, aeroporti e istituzioni
Per il chief commercial officer di Aeroitalia, la complessità delle sfide che interessano il trasporto aereo rende necessario un confronto stabile tra tutti gli attori del settore. La sostenibilità del sistema, secondo la posizione espressa durante il convegno alla Bicocca, richiede infatti interventi che tengano conto delle diverse esigenze di compagnie, aeroporti e istituzioni.
«Un dialogo costante tra compagnie aeree, aeroporti e istituzioni» è quindi considerato da Di Perna una condizione necessaria per affrontare le riforme strutturali del comparto.
Il confronto ospitato dall’Università di Milano-Bicocca si inserisce così nel dibattito sulle prospettive del trasporto aereo italiano, tra aumento dei costi energetici, sostenibilità economica dei vettori, tariffe aeroportuali e necessità di preservare la rete dei collegamenti. Per Aeroitalia, l’obiettivo indicato è arrivare a un sistema «più equo e sostenibile», nel quale la competitività delle compagnie possa essere tutelata senza trasferire interamente sui passeggeri le difficoltà determinate dall’aumento dei costi.
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