Le previsioni economiche per il 2026 indicano una crescita moderata per la Lombardia, con PIL, investimenti e consumi stimati in aumento dello 0,7%. L’analisi del Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia evidenzia una situazione di debolezza, aggravata da tensioni internazionali e dall’aumento del costo della vita.
PIL, investimenti e consumi
Nel 2025 il PIL lombardo è cresciuto dello 0,6%, mentre per il 2026 le proiezioni indicano un incremento dello 0,7%, confermando la tendenza degli ultimi anni a una crescita contenuta. Dal 2023 in poi la Lombardia non ha più registrato tassi superiori all’1%, e nel periodo 2021-2025 il PIL complessivo dovrebbe aumentare del 6,6%, lievemente al di sotto della media nazionale (+7,1%).
Gli investimenti nel 2025 hanno segnato un aumento del 2,4%, sostenuti dal completamento delle opere previste dal PNRR, ma per il 2026 è previsto un rallentamento fino allo 0,7%. Anche i consumi delle famiglie mostrano una dinamica debole: +0,6% nel 2025 e +0,7% stimati per il 2026, confermando un trend di crescita moderata.
«Le stime parlano per la Lombardia di una crescita moderata del PIL, specialmente se guardiamo all’arco temporale 2021-2025 – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. I consumi delle famiglie restano timidamente in ripresa, rispecchiando il trend del periodo. Sicuramente avremmo bisogno di consolidare libertà di impresa e stimoli fiscali. I numeri degli investimenti invece sono chiari: molta dell’accelerazione nella fase di uscita dalla pandemia è merito dei bonus fiscali per l’edilizia e dal completamento delle opere PNRR. Si è registrato uno stallo nel 2024, ma il 2025 ha finalmente segnato una piccola dinamica di ripresa».
Occupazione ed export
L’occupazione in Lombardia ha continuato a crescere nel 2025, con un aumento dello 0,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, pari a 34.363 posti di lavoro in più. Rispetto al terzo trimestre 2021, l’aumento complessivo è di 256.000 occupati (+6%), trainato dai settori del commercio e dei servizi ristorativi e alberghieri.
L’export regionale ha registrato una crescita limitata (+0,4%) nel 2025, malgrado le tensioni commerciali internazionali. Nei primi nove mesi dell’anno l’export ha superato i 123 miliardi di euro, segnando un incremento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2021. Settori in forte crescita sono stati gioielli, occhiali e medicale (+51%) e agroalimentare (+49%). A livello provinciale, l’export tra il 2021 e il 2025 è aumentato maggiormente a Lodi (+72,1%), Pavia (+46,6%) e Monza e Brianza (+45,9%), mentre Milano segna un +23%.
«L’occupazione in crescita è evidente dal 2021, ma dobbiamo molto focalizzare i settori in cui è cresciuta: commercio, servizi ricettivi e alberghieri, ma anche digitale e servizi alle imprese – sottolinea Bozzini -. L’export non ha apparentemente subito gravi scossoni nel 2025. I numeri tengono. Forse la grande crescita del primo semestre è dovuta anche al fatto che si temevano le politiche protezionistiche dell’amministrazione USA».
Imprese attive e artigianato
A settembre 2025 le imprese attive in Lombardia superano le 815.000 unità, con una flessione di circa 8.000 unità (-1%) rispetto al 2021, inferiore alla media nazionale (-2,5%). Il commercio continua a registrare cali significativi, mentre i servizi alle imprese mostrano dinamiche positive. Solo Milano registra un aumento delle imprese attive (+2,3%), mentre tutte le altre province evidenziano contrazioni, con Mantova in testa al calo (-6,8%).
Il settore artigiano registra un trend negativo più marcato: a settembre 2025 le imprese artigiane attive sono 229.753, in calo di 2.358 unità (-1%) rispetto all’anno precedente, principalmente nelle costruzioni (-0,6%) e nella produzione (-0,7%). Tra le province, i cali più rilevanti si registrano a Mantova (-8,7%), Como (-8,2%) e Lecco (-7,9%), mentre Milano evidenzia una diminuzione contenuta (-2,6%).
Prestiti alle imprese e inflazione
Dal 2021 a oggi i prestiti alle aziende lombarde sono diminuiti del 3,5%, con 7 miliardi di euro in meno di erogazioni nette. A soffrire maggiormente sono le micro e piccole imprese (-23,8%), che ricevono solo il 9% dei prestiti netti complessivi. Tra i settori, le costruzioni registrano il calo più significativo (-24,2%), mentre i servizi evidenziano un aumento (+3,3%). Solo Milano (+5,2%) e Mantova (+0,8%) mostrano trend positivi sul territorio regionale.
L’inflazione pesa sui consumi: nei primi dieci mesi del 2025 i prezzi in Lombardia sono aumentati dell’1,4%, con un incremento complessivo del 16,7% rispetto allo stesso periodo del 2021. I maggiori rincari riguardano abitazione, acqua ed energia (+38,6%), servizi ricettivi e ristorazione (+23,4%) e alimentari e bevande (+22,2%).
«Dobbiamo tuttavia lanciare due segnali di allarme veri – evidenzia Bozzini -. Il primo riguarda il costo della vita e del fare impresa: +22% per il segmento alimenti e bevande, +38% per il segmento casa, energia, acqua. Famiglie ed imprese così faticano eccessivamente. Il secondo segnale di allarme concerne i prestiti alle imprese. La contrazione rispetto al 2021 è paurosa e riguarda soprattutto le micro e piccole imprese. Nel 2025 le piccole imprese hanno ricevuto 18 miliardi, le medio-grandi 174 miliardi di euro. E il nostro è un tessuto fatto di micro e piccole imprese per oltre il 90%».
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