«La Lombardia si conferma un pilastro della qualità agroalimentare italiana e, nel 2024, è la regione che cresce di più in senso assoluto nell’intera DOP Economy nazionale. Il valore complessivo dei nostri prodotti a Denominazione d’Origine raggiunge infatti i 2,9 miliardi di euro, con un incremento del +13%, grazie al lavoro di 8.200 operatori e a un patrimonio fatto di 75 prodotti DOP, IGP e STG».
Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – consigliere Ismea –, commenta la presentazione del nuovo Rapporto Ismea–Qualivita 2025 a Roma.
La Lombardia si conferma terza regione italiana per impatto complessivo, con una crescita spinta soprattutto dalle filiere lattiero-casearie.
«Il dato più impressionante – sottolinea Beduschi – arriva ancora una volta dai formaggi, vera spina dorsale del nostro sistema agroalimentare». Il valore dei prodotti DOP del settore supera i 2 miliardi di euro, pari al 70% dell’intera DOP Economy regionale.
Nel panorama nazionale, il Grana Padano si conferma il primo prodotto DOP al mondo, con 2,18 miliardi di valore alla produzione (+23%). A seguire il Parmigiano Reggiano – prodotto anche in Lombardia – che cresce fino a 1,7 miliardi (+10,1%). Tra i prodotti di punta figurano anche il Gorgonzola, quinto assoluto con 460 milioni (+7,1%), e la Bresaola della Valtellina, undicesima con 253 milioni (+12,1%). Nella Top Ten dei formaggi, presenti anche Taleggio (55 milioni, -0,5%) e Provolone Valpadana (53 milioni, +6,8%).
Risultati importanti arrivano anche dal comparto ortofrutticolo: il Melone Mantovano IGP registra un vero boom, raggiungendo i 19 milioni e un aumento del +25,7%. Nel vino, le denominazioni lombarde raggiungono un valore complessivo di 494 milioni, confermando la regione tra i distretti enologici di qualità più rilevanti del Paese.
Tre province lombarde entrano nella Top 20 nazionale per valore generato dalla DOP Economy. Brescia è quarta con 1 miliardo e 28 milioni (+6,5%), mentre Mantova – 700 milioni, +20,9% – è la provincia che cresce di più in Italia. Cremona raggiunge 350 milioni (+19,5%), mentre Sondrio (293 milioni, +10%) e Lodi (130 milioni, +20%) registrano incrementi significativi.
«Questi numeri – conclude Beduschi – non sono solo fredde statistiche, ma raccontano la forza delle nostre filiere, la capacità di innovare mantenendo salde le radici, la reputazione internazionale della Lombardia e il valore economico che la qualità genera sui territori. Con la crescita più alta d’Italia, la nostra regione conferma che investire sulle Denominazioni significa costruire futuro, reddito e competitività».
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