Si è tenuto il 26 marzo, a Milano, il primo incontro tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti aziendali di UBS Asset Management, che ha dato ufficialmente avvio alla procedura prevista dagli articoli 20 e 23 del Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di settore. Al centro del confronto, la riorganizzazione annunciata dalla società, con possibili ricadute occupazionali per 9 dipendenti su un totale di 42 tra lavoratrici e lavoratori presenti nel perimetro italiano.
Il contenuto dell’incontro e le motivazioni aziendali
Nel corso della riunione, i referenti aziendali hanno illustrato i contenuti della comunicazione formale inviata alle parti sociali, spiegando le motivazioni alla base della decisione di avviare un processo di riorganizzazione interna. La misura, secondo quanto emerso, comporterebbe una riduzione del personale nella sede italiana della società, inserita nel più ampio contesto del gruppo UBS Group.
Le organizzazioni sindacali hanno preso atto delle informazioni fornite, riservandosi ulteriori approfondimenti in vista della prosecuzione del confronto.
La posizione dei sindacati e il contesto occupazionale
Le sigle sindacali territoriali di Milano, tra cui Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin, hanno espresso una posizione critica rispetto alla scelta aziendale, sottolineando come la riduzione del personale venga considerata una modalità gestionale ricorrente. Secondo quanto evidenziato, negli ultimi mesi il gruppo UBS avrebbe registrato nel perimetro italiano una riduzione complessiva dell’organico pari a circa un terzo dei dipendenti.
Le organizzazioni hanno inoltre segnalato come, anche in questa fase, gli esuberi sembrerebbero già individuati nominalmente, una modalità ritenuta in contrasto con quanto previsto dal CCNL, che privilegia strumenti volontari per la gestione delle eccedenze occupazionali.
Richiesta di dati e prossimi sviluppi della trattativa
Per poter avviare un confronto strutturato e responsabile, i rappresentanti dei lavoratori hanno richiesto all’azienda la trasmissione di tutti i dati necessari ad analizzare nel dettaglio la situazione. L’obiettivo è valutare possibili soluzioni alternative agli esuberi, facendo ricorso agli strumenti previsti dal contratto nazionale, come il fondo di solidarietà di settore, il part-time, il ricollocamento interno e le incentivazioni all’esodo volontario.
Un nuovo incontro tra le parti è atteso nei prossimi giorni, una volta acquisita la documentazione richiesta.
Assemblea dei lavoratori prevista il 1° aprile
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre convocato un’assemblea dei lavoratori per il 1° aprile, dalle ore 8.45 alle 10.30, presso la sala Colombo al 19° piano della sede milanese, con possibilità di collegamento da remoto. L’incontro sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio i contenuti della comunicazione aziendale e raccogliere osservazioni e indicazioni dai dipendenti in vista della prosecuzione della trattativa.
Nel corso del confronto pubblico, le sigle intendono approfondire anche le possibili strategie per gestire l’impatto occupazionale in modo condiviso.
Il commento sindacale
«Seguiamo con attenzione il percorso avviato in UBS Asset Management. È importante che il confronto prosegua in modo costruttivo, valorizzando gli strumenti previsti dal CCNL per gestire le eventuali ricadute occupazionali con soluzioni condivise e sostenibili», ha dichiarato Pietro Maiello, rappresentante della Uilca Lombardia.
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