Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge “Politiche regionali in materia di artigianato”, un provvedimento che riordina e aggiorna la normativa regionale, sostituendo e integrando la disciplina vigente dal 1989.
La relatrice Silvia Scurati (Lega) ha sottolineato come il testo nasca dalla volontà dell’Assessorato allo Sviluppo economico di Regione Lombardia di semplificare il quadro normativo e valorizzare la “Qualità artigiana”. «Il mondo artigianale negli ultimi anni è cambiato e si trova ad affrontare nuove sfide come sostenibilità, digitalizzazione, difficoltà di accesso al credito e ricambio generazionale», ha spiegato.
Le principali novità della riforma
Il provvedimento introduce nuovi strumenti di sostegno all’accesso al credito per le imprese artigiane, tra cui fondi e convenzioni dedicate, oltre a contributi per lo sviluppo della digitalizzazione. Sono previste inoltre iniziative per valorizzare l’artigianato di qualità, favorire l’ingresso dei giovani nel settore e incentivare il passaggio generazionale.
La legge amplia il riconoscimento di “Qualità artigiana” a tutte le imprese artigiane, superando il precedente limite ai soli settori artistico, manifatturiero e della trasformazione alimentare. Viene confermato il ruolo della Consulta tecnica per l’artigianato, composta dalle associazioni di categoria, Unioncamere e ANCI, nella programmazione regionale.
Durante la votazione è stato approvato un emendamento presentato da Paolo Romano (PD), che prevede il coinvolgimento anche della Commissione Attività Produttive per l’espressione di un parere preventivo in caso di modifiche ai requisiti e ai criteri di riconoscimento della “Qualità artigiana”.
L’Assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi ha evidenziato «l’importanza dell’approvazione di un testo legislativo più semplice e più chiaro, che permette agli artigiani di avere meno problemi nell’interpretazione delle norme».
Un settore chiave per l’economia lombarda
A livello nazionale il comparto è disciplinato dalla legge quadro n. 443 del 1985, ma rientra anche nella competenza legislativa regionale. In Lombardia l’artigianato rappresenta quasi il 30% del tessuto produttivo, con imprese attive nella meccanica, nel legno-arredo, nell’alimentare, nell’abbigliamento, nella gomma-plastica, nel tessile, nella carta-editoria, nei minerali non metalliferi, nelle pelli-calzature e nel siderurgico.
I dati del quarto trimestre 2024 indicano difficoltà per i settori siderurgico, gomma-plastica e minerali non metalliferi, soprattutto a causa della contrazione della domanda interna. Migliori invece le performance dell’alimentare, che nel 2024 ha registrato una crescita della produzione del 3,7% e del fatturato del 3%, confermando il trend positivo già avviato tra il 2022 e il 2023.
Il dibattito in Aula
Nel corso della discussione sono intervenuti diversi consiglieri regionali. Luca Marrelli (Lombardia Ideale) ha definito la legge «molto importante per rafforzare la competitività di un settore fondato su tradizioni familiari da trasferire tra generazioni». Matteo Piloni (PD) ha sottolineato la necessità di tradurre il testo in investimenti concreti già in occasione dell’assestamento di bilancio di luglio.
Paola Pizzighini (M5Stelle) ha parlato di «buon punto di partenza», pur evidenziando la mancanza di una maggiore partecipazione delle rappresentanze sindacali nelle sedi decisionali. Onorio Rosati (AVS) ha richiamato l’attenzione sulla contrattazione di secondo livello e sulle misure di welfare e sostenibilità sociale per rendere il settore più attrattivo per i giovani.
Ivan Rota (FI) ha definito la semplificazione normativa «un atto dovuto» a tutela di una categoria che rappresenta un modello anche a livello internazionale. Silvia Snider (Lega) ha rimarcato il ruolo dell’artigianato nella crescita dei territori montani e nelle aree di confine. Chiara Valcepina (FdI) ha evidenziato l’importanza della qualità e della trasmissione dei saperi, mentre Marcello Ventura (FdI) ha parlato di «impianto normativo equilibrato, chiaro ed efficace», frutto del confronto con gli stakeholder.
Con l’approvazione della nuova legge, Regione Lombardia punta a dotarsi di uno strumento aggiornato per sostenere un comparto considerato trainante per l’economia e l’identità produttiva del territorio.
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