La Lombardia si conferma regione trainante nel comparto della della birra artigianale italiana. Alla XXI edizione di «Birra dell’Anno», il concorso organizzato da Unionbirrai e svoltosi a Beer&Food Attraction, la regione conquista complessivamente 57 riconoscimenti, risultando la più premiata dell’edizione 2026.
Il bottino fatto di 10 medaglie d’oro, 11 d’argento, 11 di bronzo e 25 menzioni, distribuite su un ampio ventaglio di categorie brassicole.
Una rete diffusa su tutto il territorio
Il successo lombardo nasce da una presenza capillare che coinvolge l’intero territorio regionale.
Nell’area metropolitana di Milano e Monza-Brianza si distinguono PicoBrew (Milano), Vetra (Milano), Birrificio Rurale (Desio), Birra Gaia (Carate Brianza), Birrificio Menaresta (Carate Brianza), Birra Due Tocchi (Parabiago), Serra Storta (Bernate Ticino), Zona Mosto (Legnano) e Birra Eretica (Ornago).
In provincia di Varese arrivano riconoscimenti per 50&50 (Varese) e Ma.Bo.Beer (Leggiuno). Bergamo si mette in luce con Hammer (Almenno San Bartolomeo), Birrificio Otus (Seriate), Qubeer (Adrara San Martino) e Birrificio Agricolo Pagus (Adrara San Martino).
Brescia è rappresentata da Birrificio Manerba (Calvagese della Riviera), Società Agricola del Graal (Orzinuovi), Birrificio Artigianale Curtense (Cimbergo) e Birra La Dama (Bedizzole). A Lecco brillano Birrificio Lariano (Sirone) e Dulac (Galbiate). Mantova festeggia con Mister B Brewery (San Giorgio Bigarello), Sondrio con Birrificio Legnone (Dubino) e Pavia con Microbirrificio Doppiobaffo (Pieve Porto Morone).
Dalle lager alle Italian Grape Ale
Le medaglie e le menzioni lombarde coprono un ampio spettro di categorie. Si va dalle lager di ispirazione tedesca alle interpretazioni moderne della bassa fermentazione, dalle IPA contemporanee alle stout e porter strutturate.
Spazio anche a produzioni con cereali speciali, alle Italian Grape Ale e alle birre a fermentazione mista. Un risultato che conferma la versatilità del movimento regionale, capace di presidiare sia gli stili classici sia le tendenze più attuali.
Ferraris: «Conta la qualità, non le mode»
«Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza», dichiara il direttore generale di Unionbirrai, Vittorio Ferraris.
Ferraris sottolinea come, in un periodo complesso segnato dal calo dei consumi fuori casa, questi risultati raccontino una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto dell’impegno dell’associazione a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto.
«Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità».
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










