La Wizz Air Milano Marathon 2026, andata in scena ieri, ha rappresentato anche quest’anno un importante momento di solidarietà e sensibilizzazione per la ricerca sul diabete di tipo 1. Tra i protagonisti dell’iniziativa la Fondazione Italiana Diabete (FID), che ha preso parte al Charity Program della manifestazione con una partecipazione record di runner e sostenitori.
Grazie all’impegno dei partecipanti, la raccolta fondi ha già superato i 90mila euro, con la campagna che resterà aperta fino al 30 aprile con l’obiettivo di raggiungere quota 100mila euro a sostegno della ricerca scientifica.
Partecipazione record
Per l’edizione 2026 la Fondazione Italiana Diabete ha coinvolto 90 staffette e 20 maratoneti, per un totale di circa 380 runner, il numero più alto mai registrato dalla Fondazione nella sua storia di partecipazione alla maratona milanese.
Tra i partecipanti anche Massimo Ambrosini, che ha corso la staffetta “Born to run” insieme al figlio Federico e ad alcuni amici, contribuendo alla raccolta fondi a favore della ricerca.
Molti dei runner hanno scelto nomi ironici e simbolici per le proprie squadre – come l’“Atletico Glucagone” o i “Milanesi di Langerhans” – trasformando la sfida sportiva in un’occasione per sensibilizzare sul diabete di tipo 1 e sostenere concretamente la ricerca.
Sport, comunità e ricerca
Secondo il presidente della Fondazione Italiana Diabete, Nicola Zeni, la maratona rappresenta molto più di una gara sportiva.
«La Milano Marathon è un momento in cui la nostra comunità si ritrova, si rafforza e dimostra concretamente quanto sia determinata a cambiare il futuro del diabete di tipo 1», ha dichiarato. «Ogni staffetta e ogni chilometro percorso rappresentano un passo in avanti verso l’obiettivo di trovare una cura».
Zeni ha sottolineato anche come l’esperienza della maratona rappresenti per molti partecipanti un percorso personale importante: diverse persone con diabete di tipo 1 si avvicinano allo sport proprio per contribuire alla causa e sostenere la ricerca.
Screening e prevenzione alla Family Run
L’impegno della Fondazione non si è limitato alla gara principale. Sabato 11 aprile, in occasione della Family Run al Velodromo Vigorelli, FID ha promosso un’iniziativa di screening gratuito per il diabete di tipo 1, realizzata in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele.
L’iniziativa era rivolta a bambini e ragazzi tra 1 e 17 anni e ai familiari di primo grado di persone con diabete iscritti alla corsa, con l’obiettivo di favorire la diagnosi precoce e prevenire complicanze acute.
L’importanza della diagnosi precoce
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che colpisce circa una persona su 250 e può manifestarsi a qualsiasi età, anche nei bambini molto piccoli. L’individuazione precoce degli autoanticorpi consente di monitorare nel tempo il rischio di sviluppare la malattia e intervenire tempestivamente.
Lo screening permette inoltre di prevenire l’esordio in chetoacidosi diabetica, una condizione acuta e potenzialmente pericolosa che riguarda circa la metà dei casi al momento della diagnosi.
Il sostegno di aziende e associazioni
Alla partecipazione della Fondazione Italiana Diabete alla Milano Marathon hanno contribuito anche diverse aziende e associazioni. Under Armour ha fornito le magliette per tutti i runner, mentre diverse realtà imprenditoriali hanno partecipato con proprie squadre alla staffetta solidale.
Hanno preso parte all’iniziativa anche alcune associazioni di pazienti, tra cui Adiuvare, AGD Varese e ANIAD, che hanno deciso di sostenere la raccolta fondi a favore della ricerca.
Con la gara ormai conclusa, la mobilitazione solidale prosegue online: la campagna di raccolta fondi rimarrà infatti aperta fino al 30 aprile, con l’obiettivo di raggiungere i 100mila euro e continuare a sostenere la ricerca verso una cura per il diabete di tipo 1.
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