Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha diffuso una nota in cui esprime profonda vicinanza allo studente vittima della grave aggressione avvenuta a Sesto San Giovanni e alla sua famiglia, condividendo il dolore e lo sgomento che in queste ore attraversano la comunità scolastica e cittadina.
Secondo il Coordinamento, un accoltellamento all’uscita da scuola non può essere considerato solo un fatto di cronaca, ma rappresenta una frattura simbolica che interroga il presente e chiama a una responsabilità collettiva istituzioni, educatori, famiglie e società civile.
La difesa della scuola come presidio di umanità
Nella nota viene accolta con rispetto la presa di posizione dei docenti dell’IIS De Nicola, che hanno reagito all’episodio con parole definite “misurate ma ferme”, respingendo ogni semplificazione e ogni tentativo di delegittimazione della scuola.
Il Coordinamento sottolinea come difendere l’istituzione scolastica non significhi negare i problemi esistenti, ma riaffermare il ruolo della scuola come presidio di umanità, legalità e cura, e non come luogo di violenza.
Violenza giovanile e responsabilità collettiva
Secondo il Coordinamento, la violenza giovanile non nasce nel vuoto, ma è spesso il risultato di solitudini non intercettate, fragilità ignorate e contesti sociali impoveriti di ascolto e prospettive future.
Per questo, viene evidenziato come la risposta non possa essere esclusivamente securitaria o emergenziale, ma debba passare da un investimento culturale ed educativo capace di rimettere al centro la dignità della persona, il dialogo e la responsabilità reciproca.
Il ruolo dei docenti e l’educazione ai Diritti Umani
Nella presa di posizione si richiama anche il ruolo dei docenti, che il Coordinamento definisce non semplici trasmettitori di contenuti, ma adulti di riferimento, capaci di ascolto, mediazione e accompagnamento.
Viene ricordato come gli insegnanti, spesso oltre l’orario scolastico, si facciano carico di situazioni complesse, differenze culturali e conflitti interiori. In questo contesto, l’educazione ai Diritti Umani viene indicata come uno strumento fondamentale di prevenzione, capace di contrastare l’odio prima che si trasformi in violenza.
Condanna della violenza e messaggio agli studenti
Il Coordinamento ribadisce una ferma condanna di ogni forma di prepotenza, bullismo e violenza, ricordando che nessuna giustificazione può negare il diritto alla sicurezza e all’incolumità personale.
Allo stesso tempo, nella nota viene rivolto un messaggio agli studenti, invitati a scegliere il rispetto al posto della sopraffazione, la parola al posto della violenza e la cura dell’altro come base della convivenza civile.
Un impegno che prosegue
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani conclude annunciando che continuerà a impegnarsi affinché episodi come quello di Sesto San Giovanni non vengano archiviati come fatalità, ma diventino occasione di riflessione e cambiamento.
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