Nel tardo pomeriggio di mercoledì 31 dicembre 2025 un bambino di tre anni è morto per intossicazione da monossido di carbonio all’interno di un’abitazione a Calvagese della Riviera, comune situato sulla sponda bresciana del Lago di Garda.
Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, il monossido di carbonio si sarebbe sprigionato a causa di un malfunzionamento di una stufa presente nell’abitazione. Il bambino, insieme alla madre di 30 anni e al fratello maggiore di cinque anni, aveva passato la giornata nell’appartamento assieme alla donna; la famiglia si era sistemata per dormire senza accorgersi del guasto.
I soccorritori del 118, intervenuti dopo una segnalazione, hanno potuto rianimare la madre e il fratello, entrambi trasportati in codice giallo all’ospedale Poliambulanza di Brescia, ma per il figlio più piccolo non c’è stato nulla da fare nonostante i tentativi di rianimazione.
Accertamenti giudiziari e sequestro dell’abitazione
La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sulla dinamica dell’intossicazione, con particolare attenzione alle condizioni dell’impianto di riscaldamento. Il pubblico ministero di turno, Iacopo Berardi, ha disposto il sequestro dell’abitazione e affidato a tecnici e periti il compito di verificare con precisione l’origine del monossido di carbonio.
La stufa sarà sottoposta ad accertamenti per capire se si trattasse di un difetto di fabbricazione, di installazione o di manutenzione insufficiente.
L’iscrizione nel registro degli indagati del proprietario dell’appartamento, necessario per stabilire eventuali responsabilità, è uno degli atti formali dell’inchiesta, che intende verificare anche se siano stati rispettati gli obblighi di manutenzione e controllo dell’impianto di combustione.
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