Giovedì 15 gennaio 2026, alle ore 11, Assolombarda ospiterà la presentazione di “I Go Italian”, il primo network internazionale di ristoratori e operatori della cucina italiana impegnati a trasmettere valori, identità e pratiche della cucina italiana riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. L’incontro si terrà in via Chiaravalle 8 e vedrà la partecipazione dei primi firmatari provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa.
Una rete per valorizzare il patrimonio UNESCO
Il progetto nasce dalla Fondazione Made in Sicily ETS, creata per tutelare l’identità siciliana nel mondo e recentemente estesa a tutta l’Italia. L’iniziativa intende dare un valore concreto al riconoscimento UNESCO della cucina italiana, creando una rete di operatori che rispettano un codice etico condiviso e adottano l’insegna “I Go Italian” come simbolo del loro impegno.
La prima insegna è stata consegnata il 10 gennaio 2026 a Dario Bisso, del Bisso Bistrot ai Quattro Canti di Palermo. Il locale rappresenta i valori del riconoscimento UNESCO, grazie alla sua storia e alla sua collocazione nel cuore della città, all’interno di un’antica libreria storica.
I protagonisti del network
Numerosi ristoratori italiani e internazionali hanno già aderito a “I Go Italian”. Tra gli ospiti presenti a Milano ci saranno:
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Vincenzo Andronaco, fondatore di Andronaco – Großhandel & Ristorazione Italiana ad Amburgo.
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Celestino Drago, chef di Los Angeles, noto per Il Pastaio e Drago Centro.
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Michael Colomba, patron di BRELUNDI a Boston.
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Peppe Cappellano, chef a Rotterdam, e Manuel Maslah di Berlino con La Piccola Cantina.
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Rete Qualitalia dei fratelli Cappellano dall’Olanda.
Tra le realtà internazionali anche: Gene & Giorgetti di Chicago, Giorgio Linguanti e Alessandra D’Angelo da Melbourne, Ilary Biondo a San Francisco, Danilo Virzì a Ibiza, Alessandro Miceli a Dubai, Sofana Bonjrada a Seattle, Elio Bartolotta a Chicago, Andrea Jeriri e Peppe Prestigiacomo a Londra, Elio di Locanda Italiana a Tokyo.
In Italia aderiscono numerosi operatori: Santo Manetta a Bergamo, Salvatore Bilello e i Sparacello a Palermo, Marcello Bellavista a Messina, Enzo Covato a Modica, Daniele Gallina a San Cipirello, Antonio Cottone a Palermo, Alessandro Azzimati, Sebastiano Raciti, Cristian Catalano, Giovanni Bonanno, Pasticceria Oscar, e i produttori Rosolino Palazzolo e Floriana Catanzaro da Terrasini.
Il senso del progetto
Giovanni Callea e Davide Morici, promotori dell’iniziativa e membri del Comitato direttivo, spiegano: «Ogni itinerario UNESCO ha i suoi cartelli. Questo progetto intende rendere evidenti quali sono i monumenti del riconoscimento UNESCO in Italia e nel mondo: i ristoranti di eccellenza italiana. I ristoratori sono i nostri veri ambasciatori ovunque ed allo stesso tempo il nostro comitato di accoglienza in Italia. “I Go Italian” valorizza il loro impegno quotidiano, un valore che l’UNESCO ha riconosciuto ed è anche una responsabilità di cui farsi carico».
Callea e Morici aggiungono: «Il riconoscimento UNESCO è stato frutto di un grande lavoro narrativo e della capacità del Ministero dell’Agricoltura di dare voce a una delle grandi identità del nostro Paese. Questo progetto è anche un modo per dire grazie a chi ha lavorato, spesso in silenzio, per questo successo».
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