Intesa Sanpaolo archivia il 2025 con risultati solidi e superiori agli obiettivi del Piano d’Impresa 2022-2025. I conti consolidati al 31 dicembre confermano la capacità del Gruppo di generare redditività sostenibile, anche in uno scenario macroeconomico complesso.
L’utile netto raggiunge i 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto al 2024. Un risultato pienamente in linea con le indicazioni fornite al mercato e accompagnato da un rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati.
Redditività solida e prospettive di crescita
Nel corso dell’anno, Intesa Sanpaolo ha allocato oltre 1 miliardo di euro dell’utile ante imposte a iniziative gestionali mirate. L’obiettivo è rafforzare la resilienza del Gruppo nel medio periodo.
Grazie a queste azioni, la banca prevede per il 2026 un utile netto intorno ai 10 miliardi di euro. Un traguardo che conferma la solidità del modello di business e la capacità di adattarsi a contesti diversi.
Ritorno significativo per gli azionisti
Il 2025 si traduce anche in un importante ritorno di cassa per gli azionisti. Il Consiglio proporrà all’assemblea dividendi complessivi per 6,5 miliardi di euro.
Nel dettaglio, 3,2 miliardi sono già stati distribuiti come acconto a novembre 2025. A questi si aggiunge una proposta di saldo dividendi da 3,3 miliardi, con pagamento previsto a maggio 2026.
Inoltre, è previsto un programma di buyback da 2,3 miliardi di euro, autorizzato dalla BCE, che dovrebbe partire a luglio 2026.
Creazione di valore e impegno ESG
La performance economica del Gruppo si riflette anche sulla creazione di valore per tutti gli stakeholder. Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha generato 5,5 miliardi di euro di imposte, includendo 600 milioni di contributo straordinario sulla riserva extraprofitti.
Prosegue anche l’impegno sul fronte ESG. Tra il 2022 e il 2025, il programma Cibo e Riparo ha consentito oltre 68 milioni di interventi a favore delle persone in difficoltà. Nello stesso periodo, il Gruppo ha erogato 26,7 miliardi di euro in social lending e progetti di rigenerazione urbana. A questi si aggiunge 1 miliardo di euro già investito per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
Sostegno all’economia reale italiana
Intesa Sanpaolo si conferma un motore della crescita dell’economia reale. Nel 2025 ha erogato circa 86 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese italiane, con un incremento del 23% rispetto al 2024.
Nel corso dell’anno, circa 2.850 aziende sono state riportate in bonis. Dal 2014 il numero sale a 146.800 imprese, con la salvaguardia di oltre 734 mila posti di lavoro complessivi.
Solidità patrimoniale e banca “zero NPL”
Al 31 dicembre 2025, il Gruppo presenta una patrimonializzazione elevata e ben superiore ai requisiti normativi. Il Common Equity Tier 1 ratio si attesta al 13,9%, in aumento di circa 110 punti base nel corso dell’anno.
Il dato include l’impatto di Basilea 4 e del contributo straordinario sulla riserva extraprofitti, oltre alla deduzione dei dividendi. Considerando anche il buyback previsto, il CET1 ratio si colloca al 13,2%, senza includere il beneficio potenziale legato all’assorbimento delle DTA.
Sul fronte della qualità del credito, i crediti in sofferenza risultano quasi azzerati. L’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche e all’1,5% al lordo, secondo la metodologia EBA. Il costo del rischio si attesta a 41 centesimi di punto, che scendono a 26 escludendo le rettifiche aggiuntive.
Ricavi stabili e costi in calo
Il risultato della gestione operativa cresce dell’1,5% rispetto al 2024. I proventi operativi netti aumentano dello 0,6%, grazie soprattutto alle commissioni nette (+6,3%) e al risultato dell’attività assicurativa (+4,6%).
In parallelo, i costi operativi diminuiscono dello 0,6%, confermando l’elevata flessibilità nella gestione della struttura dei costi e gli investimenti mirati in tecnologia.
Leadership nel wealth management
Infine, Intesa Sanpaolo rafforza la propria leadership nel wealth management, protection e advisory. La raccolta diretta e il risparmio amministrato della clientela raggiungono 883 miliardi di euro, a supporto della crescita del risparmio gestito e della stabilità dei ricavi.
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