Si è svolto il 2 febbraio, a Milano, il convegno dal titolo “Rottamazione Quinquies: normativa e criticità”, organizzato da MilanoPercorsi e Partite Iva Nazionali, che ha visto la partecipazione dell’associazione forense Camera Civile Salentina e di Movimento Consumatori Puglia. Gazzetta di Milano ha preso parte all’iniziativa in qualità di media partner.
L’incontro ha rappresentato un momento di approfondimento sulla nuova disciplina della rottamazione dei debiti esattoriali introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, tema di forte interesse per cittadini, imprese e professionisti.
I contenuti della nuova rottamazione
Nel corso del convegno, che ha visto come relatori l’avvocato Matteo Sances e il dottor Nicola Della Valle, sono stati illustrati i principali aspetti della cosiddetta “Rottamazione Quinquies”.
La normativa consente di estinguere i debiti fiscali e contributivi affidati all’esattoria pagando esclusivamente il capitale, con un tasso di interesse ridotto al 3% in caso di pagamento rateizzato. È prevista la possibilità di dilazionare l’importo fino a nove anni, per un massimo di 54 rate, ciascuna di importo non inferiore a 100 euro.
Possono aderire alla misura cittadini e imprese con debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2023, derivanti da imposte dichiarate ma non versate.
Le criticità evidenziate
Nel corso del dibattito sono emerse alcune criticità applicative della norma. A sottolinearle è stato anche il Direttore editoriale di Gazzetta di Milano, Agostino Marotta.
«L’incontro è stato molto interessante perché ha permesso di fare chiarezza sulla nuova rottamazione e di segnalare alcune criticità – ha spiegato Marotta –. Ad esempio, la norma consente l’adesione ai contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni, mentre non riconosce lo stesso beneficio a coloro che, con grandi sacrifici, sono ancora regolarmente in pagamento. Da ciò deriva che questi ultimi non hanno la possibilità di accedere a un piano di 54 rate, mentre nella precedente rottamazione il limite massimo era di 18 rate».
Il Direttore editoriale ha quindi aggiunto: «Sono state segnalate ulteriori criticità della normativa che non convincono professionisti e imprese. Per questo motivo, le associazioni di categoria hanno annunciato l’intenzione di proporre nelle prossime settimane una serie di modifiche, da introdurre già nel prossimo decreto Milleproroghe. In particolare, l’associazione Partite Iva Nazionali ha comunicato che l’11 febbraio sarà presente alla Camera per affrontare anche queste questioni. Sicuramente continueremo a monitorare l’evoluzione della situazione».
Ampia partecipazione al dibattito
L’iniziativa ha registrato una partecipazione significativa, con numerosi interventi e domande rivolte ai relatori da parte dei partecipanti collegati da remoto, a conferma dell’interesse diffuso verso una misura che incide in modo rilevante sulla gestione dei debiti fiscali e contributivi.
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