In Commissione Bilancio è stata presentata la ricerca “L’impresa pubblica locale in Lombardia”, realizzata da PoliS Lombardia su richiesta della stessa Commissione.
L’indagine ha l’obiettivo di analizzare lo stato di salute economico-finanziario delle società pubbliche partecipate della regione, approfondendo tre aspetti principali: i numeri del settore, i comparti di attività e i modelli di governance adottati.
Dallo studio emerge che la prossima sfida per le imprese pubbliche lombarde sarà quella di rafforzare governance, competenze e capacità programmatoria, coniugando il forte radicamento territoriale con la necessità di sviluppare economie di scala.
Verso una Risoluzione bipartisan
La ricerca sarà utilizzata come base per una proposta di Risoluzione bipartisan che la Commissione Bilancio intende presentare al Consiglio regionale della Lombardia.
L’obiettivo è chiedere alla Giunta regionale di predisporre azioni e misure capaci di consolidare il ruolo delle imprese pubbliche locali, sostenendone la crescita e garantendo al tempo stesso efficienza industriale, sostenibilità economica e vicinanza ai territori. L’intento è anche evitare che il peso della gestione ricada eccessivamente sui Comuni proprietari.
I dati della ricerca
Come hanno spiegato il direttore scientifico di PoliS, Raffaello Vignali, e i professori dell’Università degli Studi di Brescia Cristian Carini e Elisa Mori, lo studio si basa sull’analisi di 341 piccole e medie imprese pubbliche osservate negli ultimi dieci anni.
Nonostante una forte eterogeneità strutturale e settoriale, il quadro complessivo risulta positivo: i dati mostrano una crescita progressiva dei ricavi, confermando la capacità delle partecipate di generare valore economico per i territori e di operare sempre più come veri e propri “bracci operativi” dei Comuni.
I principali settori analizzati
Il sistema delle imprese pubbliche lombarde si concentra principalmente in tre ambiti:
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utilities (energia, ambiente e servizio idrico),
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trasporti e mobilità,
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servizi alla persona, istruzione, sport e cultura.
All’interno della ricerca sono stati analizzati in modo più approfondito nove casi aziendali: tre imprese del settore dei rifiuti urbani, tre del servizio idrico integrato e tre del trasporto pubblico locale, situate nelle province di Cremona, Bergamo, Brescia e Lecco.
Queste realtà rappresentano bene il panorama regionale, caratterizzato da numerose aziende di dimensioni contenute, con un fatturato medio di circa 2 milioni di euro e un capitale investito di circa 2,5 milioni nel periodo considerato.
Prossimità territoriale ed economie di scala
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda la tensione tra due esigenze opposte ma complementari:
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da un lato il forte radicamento territoriale, che garantisce vicinanza ai cittadini e conoscenza delle esigenze locali;
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dall’altro la necessità di costruire reti sovracomunali, in grado di condividere competenze e risorse per migliorare investimenti, innovazione ed efficienza.
Secondo PoliS, la Regione potrebbe svolgere un ruolo decisivo favorendo sinergie stabili tra gestori che operano nello stesso settore, in modo da rafforzare il sistema nel lungo periodo.
Finanziamenti e formazione: le altre priorità
La ricerca evidenzia inoltre altre due esigenze strategiche.
La prima riguarda le imprese del trasporto pubblico locale, sempre più considerate vere e proprie agenzie della mobilità integrata: queste realtà necessitano di strumenti di finanziamento strutturati e pluriennali, indispensabili per programmare investimenti e innovazioni nel lungo periodo.
Il secondo tema riguarda la formazione delle competenze. Molte aziende segnalano infatti una carenza di figure professionali qualificate, in particolare nei campi ingegneristico, tecnologico e manageriale.
Per questo motivo le istituzioni potrebbero promuovere percorsi formativi specifici a livello regionale, capaci di rispondere alle esigenze delle imprese pubbliche locali.
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