Si è riunito il 28 aprile 2026 per l’ultima volta il Consiglio di amministrazione della Fondazione La Triennale di Milano, nominato nel marzo 2022 e presieduto da Stefano Boeri. Si chiude così un quadriennio caratterizzato da una fase di trasformazione e consolidamento per una delle principali istituzioni culturali lombarde, con un bilancio che evidenzia crescita sul piano internazionale, sviluppo della programmazione e rafforzamento della sostenibilità gestionale.
Nel corso del mandato, l’attività del Consiglio si è concentrata su quattro direttrici principali: il public engagement, la riqualificazione degli spazi del Palazzo dell’Arte, il consolidamento della presenza internazionale e la stabilizzazione degli aspetti economici e organizzativi.
Strategia culturale e posizionamento internazionale
Il quadriennio è stato guidato dal piano strategico “Design the Future”, che ha orientato l’azione della Triennale verso un equilibrio tra continuità e innovazione. L’istituzione ha rafforzato il proprio posizionamento in Italia e all’estero, anche attraverso le Esposizioni Internazionali, tra cui la 23ª edizione “Unknown Unknowns” del 2022 e la 24ª “Inequalities” del 2025.
Nel periodo considerato si è ampliata l’attività internazionale, con mostre prodotte dalla Triennale ospitate in musei esteri e collaborazioni con realtà come la Serpentine di Londra, l’Agenzia Spaziale Europea, la Democracy & Culture Foundation, la Design Doha Biennial e la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi. Anche il teatro ha rafforzato la dimensione internazionale attraverso coproduzioni e l’adesione al progetto europeo Perform Inform Transform.
Programmazione e sviluppo delle attività culturali
La programmazione è stata definita dal comitato scientifico composto da Umberto Angelini, Nina Bassoli, Damiano Gullì e Marco Sammicheli, con un approccio multidisciplinare che ha coinvolto arte, design, performing arts e musica. Tra le attività più rilevanti si segnala il rafforzamento del Museo del Design Italiano, che ha incrementato la propria collezione fino a 3.453 oggetti complessivi.
Nel campo delle arti performative, il festival FOG si è confermato un riferimento nazionale, mentre la musica ha trovato spazio nel progetto Voce Triennale e nei concerti estivi. Nel 2024 è stato inoltre istituito il dipartimento moda, affidato alla consulenza scientifica di Luca Stoppini, con un programma articolato tra mostre, incontri e attività formative.
Riqualificazione del Palazzo dell’Arte
Un capitolo centrale del quadriennio riguarda gli interventi sul Palazzo dell’Arte, sede storica della Triennale progettata da Giovanni Muzio. Il progetto di riqualificazione, affidato a AR.CH.IT Luca Cipelletti, ha puntato sulla rifunzionalizzazione degli spazi, sulla valorizzazione architettonica e sull’efficientamento energetico.
Tra gli interventi più significativi figura l’apertura nel 2024 di Cuore – Centro studi, Archivi, Ricerca, oltre alla trasformazione del Piano parco, conclusa nel 2025, che ha interessato complessivamente 9.600 metri quadrati. In questo ambito sono stati realizzati nuovi spazi come Voce Triennale, Gioco e la ristorazione aperta al pubblico.
Pubblici e partecipazione
La strategia di public engagement si è basata su un approccio orientato all’ascolto e alla partecipazione attiva dei visitatori. L’introduzione della membership, avviata nel 2023, ha portato alla creazione di una comunità di oltre 7.500 iscritti, mentre l’adozione di sistemi di gestione delle relazioni con il pubblico ha migliorato l’organizzazione interna.
Nel complesso, la Triennale ha registrato circa 3 milioni di visitatori nel quadriennio, con una significativa presenza di pubblico giovane tra i 18 e i 34 anni.
Sostenibilità economica e supporto istituzionale
Sul piano economico, la Fondazione ha mantenuto un equilibrio tra risorse pubbliche e private, con una ripartizione rispettivamente del 43% e del 57% su un fatturato complessivo di 20 milioni di euro. Il patrimonio è cresciuto di oltre 6 milioni tra il 2022 e il 2025, consolidando la sostenibilità dell’ente.
I risultati sono stati resi possibili dal contributo delle principali istituzioni pubbliche, tra cui il Ministero della Cultura, il Comune di Milano, Regione Lombardia e la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, oltre al supporto di partner privati come Deloitte, Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano.
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