Le condizioni di lavoro del personale sociosanitario nelle strutture della provincia di Mantova finiscono al centro di un’interrogazione presentata in Regione Lombardia dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Paola Pizzighini. Al centro dell’iniziativa, le segnalazioni relative alla carenza di personale ASA e OSS, figure fondamentali nell’assistenza a persone fragili, non autosufficienti e in fase terminale.
Le criticità segnalate nelle strutture mantovane
Secondo quanto riportato dalla consigliera, le testimonianze raccolte evidenziano una situazione di forte pressione sugli operatori. Gli organici risulterebbero ridotti al minimo, con conseguente aumento dei carichi di lavoro e turni definiti particolarmente gravosi.
«Ho presentato un’interrogazione alla Giunta sulle gravi carenze di personale ASA e OSS nelle strutture sociosanitarie della provincia di Mantova. Dalle testimonianze raccolte, risulta che gli organici sono ridotti al minimo, i turni sono massacranti e aumentano le dimissioni volontarie», ha dichiarato Pizzighini.
La situazione riguarderebbe anche gli operatori coinvolti nei percorsi di riqualificazione professionale da ASA a OSS, previsti fino al 2026. In alcuni casi, secondo quanto riferito, gli addetti sarebbero chiamati a conciliare nella stessa giornata la frequenza ai corsi e turni di lavoro prolungati.
Formazione e condizioni di lavoro sotto osservazione
La consigliera sottolinea le possibili ripercussioni di questa organizzazione sia sulla salute degli operatori sia sulla qualità dell’assistenza erogata. «Numerosi operatori, impegnati nei percorsi di riqualificazione da ASA a OSS fino al 2026, sono costretti nella stessa giornata a seguire i corsi e a lavorare su turni lunghissimi, con pesanti ripercussioni sulla loro salute e sulla qualità dell’assistenza», ha affermato.
Nel testo dell’interrogazione si evidenzia inoltre la necessità di verificare l’adeguatezza delle condizioni operative all’interno delle strutture sociosanitarie del territorio mantovano, anche attraverso eventuali controlli da parte degli enti competenti.
Le richieste alla Regione Lombardia
Attraverso l’atto ispettivo, Pizzighini chiede alla Giunta regionale di chiarire se sia a conoscenza della situazione segnalata e se le Agenzie di tutela della salute o altri organismi abbiano effettuato verifiche sui turni e sulle condizioni di lavoro del personale.
«Con la mia interrogazione chiedo a Regione se conosca davvero la situazione nelle strutture mantovane e se ATS o altri organismi abbiano effettuato verifiche su turni e condizioni di lavoro», ha spiegato la consigliera.
Tra le richieste avanzate figurano anche interventi per colmare la carenza di personale, il potenziamento dei percorsi formativi e l’introduzione di misure di sostegno per gli operatori impegnati nei corsi di qualificazione, con l’obiettivo di evitare turnazioni ritenute non sostenibili.
Il tema della qualità dell’assistenza
La questione sollevata riguarda direttamente anche la qualità dell’assistenza offerta agli utenti delle strutture sociosanitarie, in particolare alle persone non autosufficienti. «È inaccettabile che chi si prende cura dei più fragili venga spremuto in questo modo», ha dichiarato Pizzighini, evidenziando il rischio di un peggioramento dei servizi.
La consigliera ha infine sollecitato un intervento tempestivo da parte della Regione Lombardia: «Servono subito più assunzioni, controlli seri e tutele per chi lavora. Regione Lombardia non può più nascondersi dietro gli slogan», ha concluso.
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