La formazione del direttore sportivo sta cambiando insieme al calcio professionistico. È stato questo uno dei temi al centro del Forum Nazionale degli Atenei e dei Centri di Alta Formazione, dal titolo “Formare il Direttore Sportivo del futuro. Nuove competenze, nuovi modelli, nuove responsabilità”, che si è svolto lunedì 31 agosto allo Sheraton Milan San Siro di Milano.
All’incontro ha partecipato anche la Sport Business Academy, ente dedicato alla formazione delle figure professionali del settore sportivo fondato dall’imprenditore Nicola Carbonara. Il Forum ha riunito atenei e centri di alta formazione impegnati nella preparazione dei professionisti del management sportivo, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione di una figura che oggi assume responsabilità sempre più ampie all’interno dei club.
Il direttore sportivo non è infatti più soltanto il professionista che gestisce il mercato e conosce i calciatori. Il suo ruolo si estende ai rapporti con proprietà, amministratori, allenatori, giocatori, agenti, strutture tecniche e professionali, istituzioni e sistema della comunicazione. Una trasformazione che richiede anche un aggiornamento dei percorsi formativi.
Data analysis e scouting tecnologico
A rappresentare la Sport Business Academy è stata Sharon Renna, direttrice didattica di SBA, intervenuta con uno speech dedicato alle competenze che dovranno caratterizzare il direttore sportivo del futuro.
Tra i temi affrontati ci sono stati la data analysis, lo scouting tecnologico e l’Intelligenza Artificiale. La crescente disponibilità di dati sta modificando i tradizionali processi di osservazione e valutazione dei calciatori. Per questo motivo, il professionista chiamato a occuparsi dell’area sportiva dovrà saper interpretare le informazioni prodotte dalle piattaforme tecnologiche e utilizzarle nel processo decisionale.
Anche l’Intelligenza Artificiale è destinata ad avere un ruolo sempre più rilevante. I suoi possibili impieghi riguardano l’analisi delle prestazioni, l’individuazione dei talenti e la costruzione di processi di scouting più articolati. La tecnologia, tuttavia, non viene considerata come un’alternativa all’esperienza del direttore sportivo, ma come uno strumento complementare.
«Il Direttore Sportivo sta vivendo una trasformazione profonda e la formazione deve necessariamente accompagnare questo cambiamento», ha sottolineato Sharon Renna. «Data analysis, scouting tecnologico e Intelligenza Artificiale non possono più essere considerati elementi accessori, ma devono entrare a pieno titolo nel bagaglio professionale di chi sarà chiamato a prendere decisioni strategiche all’interno di un Club».
Secondo la direttrice didattica della Sport Business Academy, il cambiamento non implica quindi una sostituzione dell’esperienza con gli strumenti digitali. «Non significa sostituire l’esperienza con la tecnologia, ma mettere la tecnologia al servizio dell’esperienza e della capacità decisionale del professionista», ha aggiunto.
Una professione sempre più strategica
Il confronto milanese ha affrontato anche gli altri ambiti che stanno modificando il profilo del direttore sportivo. Tra questi rientrano la programmazione dell’area sportiva, gli aspetti economico-finanziari, il diritto sportivo e la valorizzazione dei giovani talenti.
A queste competenze si aggiungono inoltre leadership, negoziazione, comunicazione, etica e governance. Elementi che contribuiscono a delineare una professione sempre più articolata, nella quale le capacità tecniche devono integrarsi con competenze manageriali e organizzative.
La formazione assume quindi un ruolo centrale per accompagnare l’evoluzione dei club e del sistema calcistico. L’obiettivo è preparare professionisti in grado di utilizzare strumenti e informazioni sempre più sofisticati, mantenendo al tempo stesso la capacità di assumere decisioni strategiche sulla base dell’esperienza e della conoscenza del settore.
All’evento ha partecipato anche Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, che ha preso parte alla cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi direttori sportivi abilitati nel 2026. Un momento che ha concluso il confronto sottolineando il valore della qualificazione professionale in un settore in continua trasformazione.
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