Le Banche di Credito Cooperativo rafforzano il proprio ruolo nell’economia lombarda. Nei primi sei mesi del 2026 gli impieghi a favore di famiglie e imprese hanno superato i 25,5 miliardi di euro, con un aumento del 5,6% su base annua. La raccolta diretta ha invece raggiunto quota 36,5 miliardi, in crescita del 4,8%.
I dati sono stati diffusi dalla Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo in occasione del Convegno Studi annuale, organizzato a Verona il 9 e 10 ottobre. L’incontro è dedicato al ruolo economico e sociale delle banche di prossimità nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della trasformazione tecnologica.
BCC lombarde, la rete sul territorio
In Lombardia operano 26 Banche di Credito Cooperativo, con circa 220 mila soci, oltre 5 mila dipendenti e 721 sportelli. Nel complesso, servono più di un milione di clienti e sono presenti in 515 Comuni della regione. In 165 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria.
La raccolta diretta è aumentata del 4,8% nei dodici mesi considerati, a fronte del +3,4% registrato dal resto dell’industria bancaria regionale. Anche sul fronte dei finanziamenti, le BCC mostrano una crescita superiore alla media: gli impieghi sono aumentati del 5,6%, contro il +2,8% degli altri istituti.
Il credito alle famiglie consumatrici ha superato i 10,4 miliardi di euro, con una crescita annua dell’8%. Per il sistema bancario complessivo regionale, l’incremento si è fermato al 4%.
Alle imprese lombarde sono stati destinati oltre 15 miliardi di euro. In questo segmento, la crescita degli impieghi è stata del 4%, contro l’1,9% registrato dal resto del settore bancario.
Un sostegno particolare alle piccole imprese
Una quota significativa dei finanziamenti alle attività produttive raggiunge le micro e piccole imprese del territorio. A questi operatori è destinato oltre il 19% degli impieghi delle BCC, mentre nel resto dell’industria bancaria regionale la quota è pari al 10,3%.
Le banche di credito cooperativo detengono il 21,5% del mercato dei finanziamenti alle piccole imprese lombarde, definite nell’analisi come quelle con più di cinque e meno di venti addetti.
La presenza è significativa anche in alcuni comparti specifici. Le BCC detengono il 22,6% del mercato dei finanziamenti all’agricoltura, il 13,8% in quello delle costruzioni e il 12,1% nelle attività immobiliari. Nel turismo e nella ristorazione la quota raggiunge l’11,6%.
Nel primo semestre è migliorata inoltre la qualità del credito. Le sofferenze sono diminuite del 16,6% rispetto all’anno precedente, a fronte di una riduzione del 6,6% nel resto dell’industria bancaria. Il rapporto tra sofferenze e impieghi si è attestato allo 0,9%, contro l’1,4% del sistema bancario complessivo.
Azzi: «La sfida è accompagnare lo sviluppo delle PMI»
Per Alessandro Azzi, presidente della Federazione Lombarda delle BCC, il ruolo delle banche cooperative deve evolvere oltre il semplice finanziamento delle attività economiche.
«La sfida, per le BCC, è evolvere, ancora di più, da finanziatori a veri e propri “mentori” e partner per lo sviluppo delle PMI, con particolare attenzione alle peculiarità e alle esigenze delle micro e delle piccole imprese», ha dichiarato.
Azzi ha richiamato gli investimenti nell’efficientamento energetico, nell’automazione, nell’intelligenza artificiale e nella cybersicurezza. Tra le priorità ha indicato anche la formazione del personale, necessaria per rafforzare le competenze interne alle aziende.
Le BCC, ha aggiunto, possono accompagnare le imprese nelle transizioni digitale e sostenibile attraverso strumenti finanziari personalizzati e un rapporto diretto con le realtà produttive locali.
Il convegno di Verona tra credito cooperativo e intelligenza artificiale
Il Convegno Studi 2026 della Federazione Lombarda delle BCC si è svolto al Teatro Filarmonico di Verona, con oltre 300 partecipanti del mondo del credito cooperativo lombardo e nazionale.
Il titolo scelto per l’iniziativa, «Custodire l’umano. La cooperazione di credito tra persona e algoritmo, dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas», ha posto al centro il rapporto tra innovazione tecnologica, responsabilità e relazione con i territori.
Nel corso delle due giornate sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari ed esponenti del sistema bancario. Tra i temi affrontati figurano l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle imprese, le applicazioni della tecnologia nel settore bancario e il ruolo delle banche di comunità.
Nel suo intervento, Azzi ha sottolineato che l’innovazione non dovrebbe sostituire il rapporto diretto con clienti e imprese. «Custodire l’umano, nell’epoca dell’algoritmo, significa per una BCC non rinunciare alla tecnologia, ma decidere come avvalersene con un approccio non standardizzato», ha affermato.
La riflessione si inserisce nel dibattito sul futuro del credito cooperativo, chiamato a coniugare l’efficienza degli strumenti digitali con la conoscenza delle comunità locali. Un modello nel quale la relazione con persone, famiglie e imprese rimane parte centrale dell’attività bancaria.
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