Un’emozione tangibile ha riempito la Sala Veratti di Varese in occasione della presentazione di “Se potremo impedire a un cuore di spezzarsi”, il progetto corale dell’artista e scrittrice Chiara Ceddia.
L’evento ha segnato un punto di svolta nel dialogo tra arte, impegno civile e sicurezza domestica, trasformando la presentazione di un volume in un potente manifesto di solidarietà cittadina. A tessere il filo conduttore dell’incontro è stata Giulia Nicora, che in veste di moderatrice ha guidato il dibattito con sensibilità, coordinando gli interventi e stimolando una riflessione profonda sul ruolo della comunità.
Il Condominio come sentinella sociale
L’iniziativa nasce da una collaborazione innovativa tra l’autrice e la realtà di Benvenuti in Condominio. L’obiettivo è ambizioso: trasformare i luoghi della quotidianità in presidi di ascolto. Il condominio, infatti, è spesso il primo luogo in cui la violenza può essere intercettata.
Roberto Leonardi, presidente Associazione Nazionale Carabinieri Varese, ha posto l’accento sulla responsabilità sociale di chi vive e lavora nel contesto abitativo:
«La nostra associazione si occupa da tempo di temi sociali. Accade, a volte, che alcune persone vengano nella nostra sede, si confidino, è importante non lasciare le donne sole, devono sentirsi parte di una rete che le ascolti, le protegga. L’indifferenza fa sentire ancora più soli, da parte nostra c’è sempre l’idea di ascoltare, dare consigli.
L’idea alla base è che chi entra ogni giorno nelle case delle persone abbia il dovere morale di creare una rete di protezione che vada oltre la semplice gestione dell’edificio, intercettando i segnali di disagio prima che sia troppo tardi.
Anche Romana Dell’Erba, Consigliere Regionale, ha voluto condividere alcune riflessioni: “Il timore della denuncia della violenza deve essere superato, le Istituzioni devono essere vicine alle situazioni di fragilità. Come Regione Lombardia, stiamo portando avanti il tema della violenza economica, psicologica e fisica, le donne sono ancora vittime di queste forme di violenza nel contesto domiciliare, familiare».
Dalla fragilità alla forza: il viaggio di Chiara Ceddia
Sollecitata dalle domande di Giulia Nicora, l’autrice ha approfondito il senso profondo di un’opera intensa, ricca di emozioni forti che Chiara ha saputo trasmettere anche attraverso la lettura di alcuni estratti, che si distingue per la capacità di dare finalmente volto e voce a storie che altrimenti resterebbero confinate nel buio dell’omertà. Il progetto non si limita alla parola scritta, ma si sviluppa in un dialogo costante tra letteratura e arte visiva.
Da un lato, il libro si configura come un’opera corale dove le protagoniste narrano la propria rinascita, trasformando la scrittura in uno strumento di cura e in una “letteratura della permanenza” capace di impedire la frattura definitiva dell’anima.
Dall’altro lato, questo racconto si riverbera in un percorso espositivo “mixed media” fatto di ritratti intensi e materici. Grazie all’uso di materiali stratificati e colori decisi, le tele sembrano quasi prendere vita e uscire dai propri confini per cercare lo sguardo del visitatore, chiedendo partecipazione attiva invece di una semplice osservazione passiva.
Come spiegato dalla scrittrice, ogni donna che ha prestato la propria voce a questo percorso ha contribuito a distruggere un pezzo di quel muro di silenzio che troppo spesso isola chi soffre, ribadendo con forza che dalla violenza si può uscire solo attraverso un percorso collettivo.
«Questo progetto è un viaggio corale. Ogni donna che ha prestato la sua voce ha contribuito a far capire che dalla violenza si può uscire, e lo si fa insieme».
Solidarietà concreta: il sostegno a “InRete”
L’evento ha avuto anche un risvolto estremamente pratico attraverso il sostegno a InRete, il centro antiviolenza attivo nel varesino. Il ricavato della vendita del volume e l’attenzione generata dall’iniziativa sono infatti destinati a finanziare il supporto legale e psicologico per le vittime sul territorio.
La grande affluenza in Sala Veratti ha confermato la forza di questo linguaggio universale, capace di unire l’estetica dell’arte alla durezza della realtà sociale. La sinergia creata tra Chiara Ceddia, Benvenuti in Condominio e le realtà locali rappresenta oggi l’antidoto più potente per far sì che la casa torni a essere, per tutti, un luogo sicuro.
L’esposizione artistica resterà visitabile presso la Sala Veratti fino a oggi pomeriggio alle 18.00, offrendo a chiunque lo desideri l’opportunità di immergersi in questo viaggio di speranza e solidarietà.
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