Lecco rafforza il proprio percorso nell’innovazione applicata alla salute. La ZIS HRL, acronimo di Healthcare, Rehabilitation and Longevity, è stata ammessa alla seconda fase del programma promosso da Regione Lombardia per le Zone di Innovazione e Sviluppo. Si tratta della seconda ZIS lombarda a raggiungere questo passaggio.
Il progetto è stato presentato al Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi e dei rappresentanti del mondo accademico, sanitario, imprenditoriale e istituzionale. L’iniziativa punta a valorizzare le competenze scientifiche, cliniche e industriali del territorio, creando nuove opportunità per lo sviluppo di tecnologie e servizi destinati alla salute, alla riabilitazione e alla longevità.
La candidatura ha come capofila l’Associazione La Nostra Famiglia e si basa sulla collaborazione tra università, enti di ricerca, strutture sanitarie, imprese e istituzioni. In questo sistema, il Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano avrà un ruolo centrale nelle attività di ricerca, nello sviluppo tecnologico e nella formazione.
Prevenzione, riabilitazione e invecchiamento attivo
La ZIS HRL valorizza la specializzazione lecchese nell’ingegneria applicata alla riabilitazione e allo sport, nella biomeccanica e nella ricerca clinica. Il progetto si concentra su tre ambiti: prevenzione e tutela della salute, miglioramento dei percorsi riabilitativi e invecchiamento attivo, con particolare attenzione al mantenimento dell’autonomia personale.
Un altro obiettivo riguarda la continuità dell’assistenza tra strutture sanitarie, territorio e domicilio. La collaborazione tra ricerca e pratica clinica punta a sviluppare soluzioni capaci di rispondere ai bisogni delle persone, con un’attenzione specifica ai bambini con disabilità e ai percorsi di cura e inclusione.
«Il superamento della prima fase del percorso regionale per la ZIS HRL rappresenta un fondamentale riconoscimento del lavoro di rete costruito sul nostro territorio», ha dichiarato Luisa Minoli, presidente dell’Associazione La Nostra Famiglia. «Come ente capofila, crediamo fermamente in un modello di crescita integrato, capace di coniugare l’eccellenza clinico-scientifica e la ricerca con le tecnologie più avanzate per rispondere ai bisogni complessi delle persone, nel nostro caso soprattutto bambine e bambini con disabilità».
Minoli ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare la continuità dell’assistenza tra strutture sanitarie e contesti territoriali e domestici, ponendo al centro autonomia, inclusione, prevenzione e cura.
Un Living Lab per portare le tecnologie nella pratica clinica
Il modello operativo previsto è quello di un Living Lab diffuso, nel quale ricerca scientifica, validazione clinica e sperimentazione in contesti reali lavorano in sinergia. Le imprese potranno accedere a infrastrutture di ricerca e servizi di supporto per sviluppare nuovi prodotti, dalla progettazione dei prototipi alle prove di laboratorio, fino alla sperimentazione e alla validazione sul campo.
Le competenze coinvolte riguarderanno l’analisi del movimento, la robotica, la sensoristica, la realtà virtuale e aumentata. Il contributo di pazienti, professionisti sanitari e utilizzatori permetterà di verificare la rispondenza delle soluzioni ai bisogni concreti. Il sostegno proseguirà anche nelle fasi che precedono l’ingresso sul mercato, con opportunità rivolte a startup e nuove iniziative imprenditoriali.
«La moderna medicina riabilitativa richiede una costante sinergia tra la pratica clinica quotidiana e le tecnologie di frontiera», ha evidenziato Franco Molteni, direttore clinico del Centro di Riabilitazione Villa Beretta. «Attraverso il modello della ZIS HRL daremo concretezza a un Living Lab diffuso, in cui bioingegneria, robotica e intelligenza artificiale supporteranno pazienti e operatori sanitari».
Dati clinici e intelligenza artificiale per la longevità
Tra le priorità del progetto figura la realizzazione di un’infrastruttura per integrare e analizzare, in un ambiente sicuro e regolamentato, dati clinici e funzionali legati alla riabilitazione e alla longevità. Queste informazioni potranno sostenere lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale nei diversi ambiti di intervento della ZIS.
La formazione avrà un ruolo centrale attraverso percorsi congiunti tra università, centri di formazione, imprese ed enti clinici. L’obiettivo è sviluppare competenze capaci di integrare ingegneria e ambito sanitario, rispondendo alle esigenze di innovazione del sistema produttivo e dei servizi alla persona.
Il prorettore delegato del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, Marco Tarabini, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando il valore della collaborazione costruita nel tempo tra università, strutture cliniche e imprese. Il Polo metterà a disposizione laboratori e competenze per sviluppare soluzioni dedicate alla salute, alla riabilitazione e a una longevità attiva e autonoma. Secondo Tarabini, la ZIS rappresenta inoltre un’opportunità per accrescere l’attrattività del territorio nei confronti di studenti e ricercatori internazionali.
Il partenariato coinvolge imprese, università e istituzioni
La rete proponente comprende l’Irccs Eugenio Medea – Associazione La Nostra Famiglia, il Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco, la Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata – Centro di Riabilitazione Villa Beretta, la Fondazione Don Carlo Gnocchi ETS, Confindustria Lecco e Sondrio, Elemaster Group, Digitech, Permedica, Opiquad, Confcommercio Lecco, Provincia di Lecco, Fondazione Politecnico di Milano, GF4BIZ e Univerlecco.
Hanno inoltre manifestato interesse a partecipare alla fase di attuazione il CNR – sede di Lecco, Easynet Group, C&D Unipersonale, Tef Bridge e Confindustria Como. Il sistema è concepito per ampliarsi nel tempo, coinvolgendo altre imprese e realtà attive nella ricerca e nell’innovazione.
Per Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, il progetto può attribuire al territorio un ruolo importante nella filiera manifatturiera delle tecnologie per l’healthcare. L’obiettivo è rafforzare la competitività delle imprese e consolidare Lecco come polo di riferimento per ricerca, infrastrutture e innovazione industriale.
Campanari ha richiamato anche il potenziale delle startup deeptech nei settori MedTech e meccatronica, citando il Lake Como Venture Lab, programma di incubazione e accelerazione sviluppato da Confindustria Lecco e Sondrio con il Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano e il sostegno della Camera di Commercio di Como-Lecco.
Fabio Dadati, presidente di Confcommercio Lecco e membro della giunta della Camera di Commercio di Como-Lecco, ha sottolineato le opportunità per modernizzare la filiera del terziario e dei servizi alla persona. Vico Valassi, presidente di Univerlecco, ha invece evidenziato il ruolo della ZIS nel trasformare le competenze scientifiche del distretto in soluzioni tecnologiche per la riabilitazione, la prevenzione e l’invecchiamento attivo.
Guidesi: «Creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione qualificata»
L’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi ha rimarcato il valore delle competenze presenti nel Lecchese e la necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca e imprese.
«Il territorio lecchese dimostra ancora una volta di avere competenze ed eccellenze che meritano di essere valorizzate. Con le ZIS vogliamo mettere a sistema queste competenze, rafforzare il legame tra ricerca e imprese e favorire l’innovazione, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione qualificata a beneficio delle nuove generazioni», ha dichiarato Guidesi. Regione Lombardia, ha aggiunto, continuerà ad accompagnare il percorso per valorizzare le vocazioni territoriali e rafforzare la competitività del sistema economico regionale.
Anche il sottosegretario regionale all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa. La ZIS, secondo Piazza, rappresenta una sfida per valorizzare nuove eccellenze della provincia e sviluppare ulteriormente la collaborazione tra pubblico e privato.
L’ammissione alla seconda fase apre ora il lavoro sulla definizione del piano strategico definitivo, degli investimenti e dei servizi da attivare. Come previsto dal bando regionale, l’approvazione del piano sarà la condizione per il riconoscimento formale della Zona di Innovazione e Sviluppo e per l’accesso ai contributi destinati alla sua attuazione.
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