Il ruolo delle multiutility nella transizione energetica e l’evoluzione della regolazione sono stati al centro del secondo appuntamento del ciclo di webinar “Visioni per il domani”, promosso dal Gruppo Acinque.
L’incontro, intitolato “Multiutility e regolazione per la transizione energetica”, si è svolto il 28 gennaio e ha coinvolto esponenti del mondo accademico, manager del settore energetico e rappresentanti dell’Autorità di regolazione, con un focus particolare sul modello lombardo e sul radicamento territoriale del Gruppo, attivo nelle province di Como, Lecco, Sondrio, Monza e Brianza e Varese.
Regolazione e nuovi modelli per l’energia
La tavola rotonda, introdotta dal vicepresidente di Acinque Marco Canzi e coordinata da Pierangelo Marucco, ha analizzato il passaggio da un modello regolatorio tradizionale, basato prevalentemente sui costi, a sistemi sempre più orientati a logiche incentivanti e performance-based. Un’evoluzione che interessa direttamente i rapporti tra distributori, DSO e multiutility e che attribuisce a questi soggetti un ruolo attivo nella promozione di efficienza, innovazione e sostenibilità.
Negli ultimi anni, la regolazione dei settori energetici ha attraversato un cambiamento profondo, superando un’impostazione prescrittiva e statica per adottare un approccio più dinamico e sistemico. Un percorso graduale, maturato anche grazie all’esperienza dell’Autorità di regolazione, chiamata a confrontarsi con trasformazioni tecnologiche, industriali e sociali sempre più rapide.
Acinque come modello territoriale lombardo
Ad aprire i lavori è stata Lucia Visconti Parisio, professoressa di Scienza delle finanze all’Università di Milano-Bicocca ed esperta di economia dell’energia, che ha inquadrato l’evoluzione regolatoria in atto, soffermandosi sul ruolo delle realtà territoriali. Nel suo intervento ha definito Acinque «una multiutility territoriale evoluta», capace di interpretare il cambiamento e di tradurlo in strategie operative sui territori lombardi.
Nel contesto della transizione energetica, le multiutility emergono come soggetti abilitatori della decarbonizzazione, dell’economia circolare e della resilienza climatica, grazie alla loro prossimità alle comunità locali e alla gestione diretta delle infrastrutture energetiche e dei servizi essenziali.
Le parole dell’amministratore delegato Stefano Cetti
Secondo Stefano Cetti, amministratore delegato di Acinque, la regolazione assegna oggi alle utilities un ruolo centrale nello sviluppo sostenibile dei territori. «La regolazione nei fatti assegna alle utilities un ruolo di driver della transizione energetica sui territori. Non possiamo non essere presenti con un ruolo proattivo facendo leva sul radicamento e dialogando con le aspettative del territorio», ha affermato.
Cetti ha ribadito come la vocazione del Gruppo sia quella di consolidare il proprio ruolo di riferimento nel settore dell’energia e dei servizi, puntando su innovazione, efficientamento e valorizzazione dei consumi. «Il nuovo piano strategico della società è imperniato su due pilastri fondamentali: transizione energetica ed economia circolare», ha aggiunto, sottolineando come la regolazione stia diventando un vero e proprio motore di cambiamento delle strategie industriali.
Investimenti, reti e Climate Transition Plan
Nel corso del webinar è intervenuto anche Marco Levi, amministratore delegato di Lereti e di Reti Valtellina Valchiavenna, le società del Gruppo Acinque che gestiscono rispettivamente le reti di acqua e gas e quelle dell’energia elettrica. Levi ha richiamato il tema della responsabilità degli operatori, spiegando che il Gruppo sta lavorando alla definizione del proprio Climate Transition Plan, con azioni, obiettivi di riduzione delle emissioni e un sistema di governance dedicato.
È stato illustrato il caso della provincia di Sondrio, dove REVV gestisce le reti di energia elettrica e gas. Attraverso lo sviluppo di scenari previsionali al 2050, il Gruppo ha analizzato gli impatti della transizione energetica sulle infrastrutture, evidenziando una riduzione complessiva della domanda di energia del 43 per cento, con un calo significativo dei consumi di gas e una crescita rilevante della domanda di energia elettrica.
Il punto di vista dell’Autorità di regolazione
A portare la prospettiva istituzionale è stato Stefano Besseghini, past president di ARERA, che ha guidato l’Autorità nel periodo in cui si è affermato il nuovo paradigma regolatorio. Besseghini ha evidenziato come i mercati energetici siano oggi caratterizzati da una crescente integrazione tra reti, produzione distribuita, digitalizzazione e nuovi modelli di consumo, rendendo necessario un approccio regolatorio più evoluto.
«La regolazione deve internalizzare l’innovazione», ha sottolineato, spiegando che l’azione dell’Autorità si orienta sempre più verso l’efficienza complessiva del sistema, la promozione degli investimenti e una tutela dinamica del consumatore. In questo quadro, strumenti come la regolazione incentivante, i meccanismi basati sulle performance e il dialogo strutturato con gli stakeholder assumono un ruolo centrale.
Una sfida strategica per la Lombardia
Dal confronto è emersa una visione condivisa: la trasformazione della regolazione non rappresenta un punto di arrivo, ma un processo continuo. Per una regione come la Lombardia, caratterizzata da una forte presenza industriale e da multiutility radicate nei territori, la capacità di adattarsi a questo scenario è una leva strategica per accompagnare la transizione energetica, rafforzare la sostenibilità dei servizi e rispondere in modo concreto alle esigenze delle comunità locali.
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