Si è svolta nella mattinata del 17 dicembre l’assemblea dei lavoratori dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Al centro del confronto le condizioni economiche e organizzative del personale sanitario, sociosanitario e tecnico, in un contesto che continua a evidenziare forti squilibri rispetto alla sanità pubblica.
Durante l’incontro, FIALS Milano ha ribadito come gli interventi una tantum, come il bonus da 650 euro recentemente annunciato, non rappresentino una risposta strutturale ai problemi salariali che interessano i lavoratori della struttura.
Stop ai bonus: serve una risposta strutturale
Secondo il sindacato, misure di questo tipo hanno un effetto limitato nel tempo e non incidono su retribuzioni, diritti e prospettive professionali.
«Il nostro obiettivo è chiaro: equiparare i minimi tabellari a quelli del settore pubblico» ha dichiarato Pasquale Magro, dirigente territoriale di FIALS Milano. «È assurdo che una struttura che si presenta come centro di eccellenza continui a riconoscere trattamenti economici inferiori al proprio personale rispetto alla sanità pubblica. L’eccellenza non può fermarsi alla reputazione, deve riflettersi anche nelle buste paga».
Libera professione interna: una richiesta centrale
Nel corso dell’assemblea è emersa con forza anche la questione della libera professione interna, considerata dal sindacato un elemento chiave per migliorare l’organizzazione del lavoro e le condizioni economiche del personale.
«Siamo favorevoli alla libera professione interna, regolata e contrattualizzata» ha proseguito Magro. «Oggi assistiamo invece a situazioni paradossali: colleghi che fanno turni di 12 ore per più giorni consecutivi e poi sono costretti a cercare integrazioni di reddito come liberi professionisti in altre strutture. Questo non è un modello sostenibile, né per i lavoratori né per l’organizzazione dei servizi».
Per FIALS Milano, una libera professione interna ben regolata rappresenterebbe una soluzione ordinata e trasparente per valorizzare le competenze, garantire integrazioni economiche dignitose e mantenere qualità e sicurezza dell’assistenza all’interno delle strutture lombarde.
Salari, diritti e futuro del lavoro sanitario
Il sindacato ha ribadito che il riconoscimento del lavoro non può essere affidato a interventi occasionali, ma deve passare da scelte strutturali e contrattuali.
«I bonus passano, i contratti restano» ha concluso Magro. «Se davvero si vuole parlare di sanità di eccellenza, occorre partire da salari equi, diritti certi e regole chiare per tutto il personale».
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